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Workshop gratuiti - Giornata di orientamento Ordine Psicologi della Liguria 2018

Workshop gratuiti - Giornata di orientamento Ordine Psicologi della Liguria 2018

19 maggio 2018

" Le Scuole di Psicoterapia"
Palazzo della Borsa - Sala delle Grida in via XX Settembre 44, Genova

Il 19 maggio 2018, presso il Palazzo della Borsa - Sala delle Grida in Via XX Settembre 44 a Genova, avrà luogo la Giornata di formazione ed orientamento, istituita dall'Ordine degli Psicologi della Liguria, rivolta agli studenti di psicologia e medicina e agli iscritti dell’Ordine degli Psicologi della Liguria e degli Ordini provinciali dei Medici della Liguria.

Durante la giornata le scuole di Psicoterapia presenti alla giornata di formazione, tra cui l’Istituto Miller, una delle più antiche e rinomate scuole di psicoterapia d'Italia, avranno l’opportunità di illustrare il loro Corso di Specializzazione in Psicoteria Cognitivo Comportamentale.

La presentazione, sotto forma di workshop, sarà replicata in quattro turni. Ogni scuola avrà a disposizione uno spazio nel quale i docenti ed ex allievi forniranno informazioni pratico/organizzative e ogni altro materiale utile per orientare gli studenti interessati.

I workshop sono gratuiti e si articoleranno in questo modo:

Workshop gratuito - 1

"Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in età evolutiva. Un caso di alimentazione selettiva"

Dott.ssa Susanna Pizzo

Dalle 10.45 alle 11.30

locandina workshop gratuito disturbi nutrizione e alimentazione età evolutiva 2018 05 19 iconLa diagnosi dei problemi alimentari che si possono presentare in infanzia risulta difficoltosa, se si utilizza come unico riferimento il DSM 5 (APA, 2013). In questo caso, oltre all’Anoressia Nervosa e alla Bulimia Nervosa, possono sopraggiungere diversi altri problemi relativi al comportamento alimentare, egualmente significativi dal punto di vista clinico; tali condizioni sono difficilmente inquadrabili utilizzando le attuali classificazioni diagnostiche - ICD 10 (World Health Organization’s, 1992) e DSM 5 (American Psychiatric Association, 2013).

Allo stesso tempo in letteratura continuano ad esistere rilevanti contraddizioni riguardo la natura dei disturbi alimentari e la terminologia utilizzata per descriverli (Chatoor e Surles, 2004); i ricercatori adoperano termini diversi per descrivere disturbi simili o usano la stessa etichetta per riferirsi a condizioni molto diverse (Chatoor e Ganiban, 2004).

Viste le difficoltà diagnostiche, alcuni autori hanno proposto nuovi sistemi di classificazione dei disturbi della nutrizione in età evolutiva, al fine di aiutare i professionisti nella loro pratica clinica, nello specifico:

  • Feeding disorder di Irene Chatoor, che fa riferimento ai disturbi della nutrizione che possono emergere dai 0 ai 3 anni;
  • Great Ormond Street Criteria di Bryan Lask e Rachel Bryant-Waugh, che fa riferimento ai disturbi alimentari che possono essere riscontrati tra gli 8 e i 14 anni.

Le classificazioni proposte da questi autori descrivono dettagliatamente i diversi quadri clinici che possono essere riscontrati nelle fasce d’età considerate, indicano il possibile decorso del disturbo e il trattamento più efficace da intraprendere.

Classificazione dei Disturbi della Nutrizione - (Chatoor, 2002)

  • Disturbo alimentare dell’autoregolazione;
  • Disturbo alimentare della reciprocità tra caregiver e infante;
  • Anoressia infantile;
  • Avversione sensoriale per il cibo;
  • Disturbo dell’alimentazione associato a condizioni mediche concomitanti;
  • Disturbo alimentare post-traumatico.

Classificazione dei problemi alimentari in età evolutiva secondo i Great Ormond Street Criteria  - (8 – 14 anni) (GOS; Lask e Bryant-Waugh, 2013)

  • Anoressia Nervosa;
  • Bulimia Nervosa;
  • Disturbo Emozionale con Evitamento del Cibo;
  • Alimentazione Selettiva;
  • Alimentazione restrittiva;
  • Rifiuto del cibo;
  • Paura o fobia specifica con evitamento del cibo (inclusa disfagia funzionale);
  • Sindrome da rifiuto pervasivo;
  • Perdita dell’appetito secondaria a depressione/stato depressivo.

Avversione sensiorale per il cibo

Questo disturbo è abbastanza comune. Il comportamento selettivo si presenta con livelli di gravità molto diversi: nei casi meno severi il bambino rifiuta di mangiare solo pochi tipi di cibo e i genitori sono accomodanti nei confronti delle preferenze alimentari del figlio; altri bimbi possono invece rifiutare la maggior parte dei cibi e ciò causa molta preoccupazione nei genitori.

L’avversione sensoriale per il cibo si manifesta quando si inizia a nutrire il bambino con omogeneizzati o cibo comune, esponendolo a cibo caratterizzato da maggiore varietà di sapori e consistenze. Dopo un’iniziale reazione avversiva, generalmente il bambino continua a rifiutarsi di mangiare quel particolare cibo e, se viene forzato a farlo, entra in uno stato di stress; la reazione avversiva nei confronti dei cibi oggetto di rifiuto può variare dalle smorfie, all’incapacità di masticare o deglutire, allo sputare il boccone, al vomitare.

Alcuni infanti generalizzano la reazione avversiva ad un cibo verso cibi simili per aspetto o odore (ad es., un bimbo che rifiuta i piselli potrebbe generalizzare il rifiuto nei confronti di tutte le verdure verdi). Inoltre, molto spesso sono riluttanti a mangiare cibi nuovi.

Alcuni di questi bambini potrebbero mangiare solo cibi preparati da un certo ristorante o di una certa marca, mentre altri potrebbero rifiutarsi di mangiare qualsiasi cibo che sia venuto a contatto con un altro nel piatto.

I bambini più grandi con questo disturbo possono esperire ansia sociale nel momento in cui i loro compagni scoprono che mangiano solo alcuni tipi di cibo, oppure possono evitare totalmente situazioni sociali che prevedono di mangiare.

Questo comportamento alimentare può avere conseguenze rilevanti sulla salute e sullo sviluppo del bambino; nel caso in cui l’infante rifiuti molti tipi di cibo avrà delle carenze nutrizionali mentre se non assume cibi che richiedono la masticazione avrà un ritardo nello sviluppo orale-motorio. Inoltre questo disturbo provoca molto spesso dei conflitti all’interno della famiglia durante i pasti, oltre che molte preoccupazioni nei genitori.

Questi bambini generalmente manifestano un’ipersensibilità non solo verso cibi con determinate caratteristiche, ma anche verso altri stimoli, come ad esempio alcuni particolari suoni e odori; possono manifestare fastidio al contatto con particolari tessuti o essere irritati dalle etichette degli abiti; spesso sono in difficoltà quando viene chiesto loro di camminare sulla sabbia o sull’erba e non amano indossare i calzini.

La diagnosi dovrebbe essere fatta solo nel caso in cui questo comportamento alimentare porti a carenze nutrizionali e/o a ritardi nello sviluppo orale-motorio.

Workshop gratuito - 2

"Un caso di autolesionismo in pre-adolescenza: Letizia e il suo bisogno di coprirsi e coprire"

Dott.ssa  Elena Paiuzzi

Dalle 11.45 alle 12.30

locandina workshop gratuito autolesionismo adolescenziale 2018 05 19 icon

Sempre di più, studi sistematici e longitudinali sulla popolazione non clinica, soprattutto adolescenziale, sottolineano come l’autolesionismo sia in crescita, anche a partire dagli 11/12 anni.

Quando si parla di autolesionismo intenzionale ci si riferisce alla deliberata e diretta azione del ferire e/o danneggiare il proprio corpo, senza tuttavia un intento suicidario consapevole.

Le modalità attraverso le quali la condotta autolesiva intenzionale si può manifestare sono (Klonsky, 2007):

  • Cutting (tagliarsi la pelle con lamette, forbici…);
  • Biting (mordere parti del corpo);
  • Burning (procurarsi graffi sul corpo);
  • Interference with wound healing (interferire col processo di cicatrizzazione delle ferite sul corpo), carving o “scarificazione” (incidersi la pelle al fine di procurarsi cicatrici permanenti). 

“Per Letizia, una ragazzina di 12 anni, l’abitudine di tagliarsi era arrivata dopo parecchi mesi di tentativi fallimentari di rientrare a scuola. Letizia non sa raccontare a parole la sua paura della scuola, delle cose nuove, la sua paura di uscire dal guscio... Quando arrivano le prime giornate calde, Letizia continua ad indossare maniche lunghe, per nascondere quello che non riusciva a raccontare a parole.”

Workshop gratuito - 3

"La Terapia Cognitiva Comportamentale del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)"

Dott. Marino Donà

Dalle 14.15 alle 15.00

Locandina Workshop gratuito - Le terapie per il DOCIl DOC, Disturbo Ossessivo Compulsivo, “ossessione” di molti psichiatri, psicoanalisti e psicoterapeuti in genere, per lungo tempo è stato considerato uno dei disturbi mentali più difficili da trattare. Tuttavia i progressi delle terapie comportamentali e farmacologiche degli ultimi vent’anni hanno reso la prognosi più favorevole.

La clomipramina e gli SSRI hanno dimostrato la loro efficacia nel trattamento del DOC, sebbene la riduzione media dei sintomi sia solo moderata e si sia riscontrato un alto tasso di ricadute in seguito all’interruzione della terapia. Per tale motivo la ricerca e l’esperienza in questa materia portano a prediligere l’utilizzo delle tecniche comportamentali, considerando il solo intervento farmacologico non appropriato per il DOC. I clinici devono valutare, caso per caso, se sia meglio trattare le persone con DOC utilizzando la sola terapia comportamentale o in combinazione con gli psicofarmaci.

A partire dagli anni ‘90 sono aumentate le ricerche progettate per valutare l’efficacia di diversi interventi terapeutici rispetto a specifici disturbi, nell’ambito della cosiddetta psichiatria evidence based, cioè fondata su evidenze, o prove scientifiche. Grande impulso hanno avuto le cosiddette empirically supported therapies (EST) o terapie fondate su principi di base e tecniche di provata efficacia, dimostrata col metodo sperimentale. Tale tendenza ha dato l’avvio alla produzione di protocolli terapeutici, linee guida e manuali standardizzati. Sono nati così gli standard di cura (Standard of Care).

Lo Standard of care del DOC è la Terapia Cognitivo-Comportamentale, con l’utilizzo di una tecnica chiamata "esposizione e prevenzione della risposta", unitamente ai farmaci serotoninergici.

A inizio terapia, prima di entrare nel vivo del trattamento del DOC, per favorire il raggiungimento di buoni risultati è molto importante che il terapeuta cognitivo comportamentale, faccia una dettagliata valutazione dei comportamenti problematici. È necessario, pertanto, che ottenga informazioni sulla durata e sulla frequenza di ogni aspetto specifico del disturbo, facendosi descrivere i particolari più minuziosi dei rituali e le situazioni che possono innescare più probabilmente tutta la sequenza DOC. È utile che esegua anche una valutazione cognitiva incentrata sulle convinzioni che il paziente ha rispetto ai propri pensieri intrusivi e che faccia emergere l’emozione prevalente alla base del disturbo. Solo quando avrà raccolto tutti questi dati potrà approntare un trattamento efficace.

A questo proposito, tra le procedure psicoterapeutiche che si possono utilizzare, ancora oggi dopo più di trent’anni dalla sua presentazione, quella migliore, basata su evidenza scientifica, rimane l’esposizione con prevenzione della risposta. Tutte le teorie elaborate in seguito non hanno avuto lo stesso successo. In buona sostanza se una persona con un DOC chiede di essere aiutata la si deve sottoporre a tale tecnica. Bisogna esporla alla cosa che le crea ossessione senza che le sia permesso di mettere in atto alcuna condotta di compensazione.

Esistono poi altre tecniche che possono essere utilizzate quali la dilazione della risposta, la pratica negativa o massiva e la tecnica dei rituali obbligati.
La terapia cognitivo comportamentale nel trattamento del DOC ha reso la prognosi più favorevole, avendo un’efficacia dimostrata nel 70/80% dei casi. L’esperienza insegna, però, che nei pazienti affetti da questo tipo di disturbo rimane spesso uno stato d’ansia residuo a causa del quale il DOC può ripresentarsi in condizione di stress. Ciò rende necessario un intervento per prevenire le ricadute.

Workshop gratuito - 4

"Dopo Narciso: l’ipotesi della Narcissism Victim Syndrome"

Dott.ssa Claudia Orlandazzi

Dalle 15.15 alle 16.00

locandina workshop gratuito tdn trauma da narcisismo 2018 05 19 icon

Da alcuni anni si sono moltiplicati forum e blog in cui si raccolgono e si offrono vicendevolmente aiuto le vittime di un particolare tipo di abuso: quello derivante dalla relazione con una persona narcisista.

Contemporaneamente alcuni specialisti si sono interessati, nella loro pratica clinica, al trattamento della “Narcissism Victim Syndrome”.

L’ipotesi di una nuova diagnosi, Il Trauma da Narcisismo (TdN), ha l’intento di accendere il dibattito clinico su questa particolare forma di abuso e di sistematizzare la sintomatologia specifica e ricorrente nelle persone che sono state a lungo in questo tipo di relazione.

Iscrizione

La partecipazione alla giornata di orientamento e a ogni workshop è libera e gratuita, ma è necessaria l’iscrizione alla e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 

Per informazioni, rivolgersi alla Segreteria dell’Ordine: Tel. +39 010 541225; e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


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