Depressione

L'efficacia terapeutica della TEC: elettroconvulsivante

L'efficacia terapeutica della TEC: la verità sull'Elettroshock

Francesco Partigiani

L’ambiguità di chiamarsi TEC

La Terapia Elettro-Convulsivante (TEC, meglio conosciuta con il nome elettroshock) fu introdotta come terapia da due psichiatri italiani nel 1938.

La TEC era stata inizialmente utilizzata per il trattamento delle psicosi endogene ma, nel corso del tempo, ha sviluppato e raggiunto un campo d’azione molto più vasto; dagli episodi depressivi alla catatonia e alla schizofrenia.

La terapia con elettroshock utilizza degli strumenti elettronici che inviano impulsi elettrici al cervello tramite elettrodi applicati al cuoio capelluto...

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L’effetto antidepressivo della deprivazione del sonno

L’effetto antidepressivo della deprivazione del sonno

Irene Slongo

Deprivazione del sonno parziale o totale

I farmaci antidepressivi sono il più comune trattamento per la depressione, ma i loro effetti terapeutici non si presentano in tutti i pazienti: si manifestano lentamente e spesso richiedono varie settimane prima di portare miglioramenti.

La deprivazione acuta del sonno è, invece, un trattamento non-farmacologico conosciuto da più di 30 anni, che produce un miglioramento dei sintomi depressivi in sole 24 ore.

Da quando è stato scoperto l’effetto antidepressivo della deprivazione ipnica, sono state studiate e confrontate tra loro le tipologie di deprivazione più efficaci: quella totale (deprivazione del sonno per 36 ore consecutive) e quella parziale (che implica dormire soltanto 3-4 ore a notte)...

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Che cos’è il Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente

Il Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente DSM-5

Dott.ssa Alessandra Basso

Disturbi depressivi nei bambini

Molti studi epidemiologici riportati dal Ministero della Salute hanno stimato che il 2% dei bambini ha avuto almeno un episodio depressivo nel corso della vita, percentuale che arriva al 4-8% tra gli adolescenti; ma la nota più grave è che questo disturbo viene diagnosticato, e quindi trattato, solo nel 25% dei minori che ne soffrono. Questo dato è conseguenza del fatto che spesso gli adulti minimizzano il problema, lo ignorano, oppure del fatto che i clinici talvolta formulano diagnosi errate. 


Fino agli anni ‘80 era opinione comune che i disturbi depressivi fossero più frequenti negli adulti e molto rari nei bambini. Inoltre, le oscillazioni nell’umore, tristezza e irritabilità erano considerati come aspetti tipici dell’adolescenza, conseguenze dello sviluppo ormonale e del cambiamento di ruolo sociale...

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Contro lo stress è meglio un caffè che una camomilla

Contro lo stress è meglio un caffè che una camomilla

Martina Levy

Come è noto, lo stress produce numerosi fattori di rischio nell’individuo sia a livello psicologico che fisico. In particolare, situazioni di stress cronico aumentano il rischio sia di sviluppare il disturbo depressivo maggiore (DDM), che, a livello cognitivo, di produrre perdite di memoria e di concentrazione.

Si osserva che spesso gli individui sottoposti a periodi di stress tendono ad assumere maggiori quantità di caffè; questo fatto potrebbe indurre a pensare che la caffeina, essendo una sostanza eccitante, possa risultare ulteriormente dannosa su persone sottoposte ad una vita frenetica...

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