Approfondimenti e articoli scientifici

Di cosa parliamo quando si parla di femminicidio

Di cosa parliamo quando usiamo il termine "femminicidio"

Dott.ssa Simona Adelaide Martini, Psicologa Psicoterapeuta

Femminicidio: un sostantivo molto maschile

Una parola vuota di pensiero è una cosa morta, nello stesso modo in cui un pensiero nudo di parole rimane in ombra.

Lev Semënovič Vygotskij (1896-1934)

Femminicidio, fem·mi·ni·cì·dio/ - Sostantivo maschile

  • Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.
  • Propr. Uccisione di una donna o di una ragazza.

I neologismi, nelle lingue, nascono prevalentemente dalla necessità di creare parole nuove, mai utilizzate, ma più adatte di quelle esistenti, per definire fenomeni, situazioni, elementi e qualunque cosa abbia ormai un riconoscimento e una rilevanza tali da dover essere inquadrati a livello linguistico...

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La rete antiviolenza in situazioni di violenza di genere

La rete antiviolenza in situazioni di violenza di genere

Dott.ssa Tiziana Desirè Montalbano - Psicologa

L’importanza della rete antiviolenza in situazioni di maltrattamento

La creazione di reti di sostegno e protezione nelle situazioni di violenza di genere è un aspetto indispensabile per l’uscita da una situazione di maltrattamento. Una rete antiviolenza, se adeguata, permette alla donna di essere sostenuta nel compiere dei passaggi, talvolta molto lunghi, dolorosi e complessi, che la porteranno, se è il suo “desiderio”, alla fuoriuscita dalla situazione di violenza.

Mi preme virgolettare il “desiderio” della donna, perché credo molto nella libertà di scelta, giusta o sbagliata, della stessa e molto meno nei percorsi “coercitivi” ed imposti da un volere superiore ed esterno...

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Linguaggio della sessualità: cortesia

Il disturbo della cortesia nelle relazioni e nella sessualità

dott. Franco Berardi

Il Linguaggio della sessualità

Il caos etico e politico del nostro tempo potrebbe leggersi come l’effetto di un’eclissi della cortesia, come una vera e propria epidemia di scortesia che si è abbattuta sulle relazioni inter-personali. La cortesia non è affatto un’inutile suppellettile delle relazioni umane, ma la trasformazione dell’istintualità in linguaggio comprensibile, convincente e seducente.

Occorre dunque analizzare le ragioni dell’eclisse che sembra aver colpito la cortesia, e prima di tutto dovremmo chiederci cosa sia la cortesia, quale sia la sua genesi culturale, psicologica, e sociale.
In secondo luogo occorre chiedersi quali sono le cause dell’attuale disturbo della cortesia, che rapporto vi è tra l’epidemia di scortesia e il contesto tecnico, relazionale, mediatico...

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Cos'è l'ipervigilanza?

Cos'è la sindrome da ipervigilanza?

Dott.ssa Greta Del Taglia

L'ipervigilanza è uno stato di aumentata attenzione. Essere in uno stato di ipervigilanza porta ad essere estremamente suscettibili. La persona potrebbe sentirsi minacciata da qualsiasi tipo di pericolo, sentirsi perseguitata dalle altre persone o dall'ambiente in generale. Tuttavia, accade spesso che questi pericoli incombenti non siano reali.

L'ipervigilanza può essere un sintomo di stati psicologici, che includono:

  • Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD);
  • I disturbi d'ansia;
  • La schizofrenia.

I sintomi legati a tali condizioni porteranno il cervello e il corpo ad essere costantemente in allerta. L'ipervigilanza può avere effetti negativi sulla vita, può influenzare il modo di interagire con gli altri, o aumentare la paranoia...

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La Dash Pods Challange: mangiare capsule di detersivo per sfida

Gli adolescenti e le nuove challenge online

Dott.ssa Lucia Di Guida

Caramelle non ne voglio più

Potrebbero sembrare caramelle, ma non lo sono. Sono colorate, morbide e accattivanti come le caramelle gommose, ma non sono commestibili.
ANZI.
Agli occhi dei bambini appaiono proprio come dei dolciumi deliziosi, ma sono capsule da detersivo, le pratiche capsule ecodose/monodose da lavatrice. In Italia ad esempio abbiamo le Dash pods, oltreoceano Tide pods.

Nel 2013 il Ministero della Salute ha riconosciuto la potenziale pericolosità delle capsule monodose e ne ha regolamentato le confezioni, imponendo la scadenza nell'arco di un anno per la creazione di imballaggi più sicuri...

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Disturbo Evitante di Personalità e Disturbo Narcisistico di Personalità

Disturbo Evitante di Personalità e Disturbo Narcisistico di Personalità: una riflessione

Dott. Giovanni Di Milo

Disturbo Evitante di Personalità

Disturbo Evitante di personalitàLa definizione di “personalità evitante” fu usata per la prima volta da Theodore Millon nel 1969 per differenziarla dalla “personalità schizoide”. Secondo Millon, sia l’evitante che lo schizoide si caratterizzano per la mancanza o povertà di relazioni, ma, mentre il primo ne sente la mancanza, il secondo non ne prova alcun bisogno. La chiusura dell’evitante è pertanto la conseguenza del timore del rifiuto e del giudizio negativo; lo schizoide semplicemente non è interessato agli altri.

Il disturbo evitante di personalità è stato introdotto per la prima volta nel DSM in occasione della terza edizione (APA, 1980) ed è tra i sei disturbi di personalità mantenuti anche nella sezione III del DSM-5 (oltre naturalmente ad essere presente assieme agli altri disturbi di personalità nella sezione II)...

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Mindfulness Eating: mangiare con consapevolezza

 Mindfulness Eating: mangiare con consapevolezza

Mangiare Mindful

Mangiare mindful significa:

  • Fare scelte consce riguardanti il cibo
  • Sviluppare una consapevolezza dei segnali di sazietà vs pienezza
  • Comprendere la differenza tra fame fisica vs fame mentale
  • Mangiare in modo salutare in risposta a tali segnali interni.

Pur non essendoci una definizione universale, la Mindful Eating viene concettualizzata come: "l'essere consapevoli, nel momento presente, mentre si sta mangiando, prestando un'accurata attenzione all'effetto del cibo su tutti i cinque sensi (oltre al gusto, la vista, il tatto, l'olfatto e l'udito), e notando, infine, le sensazioni fisiche ed emotive riguardanti l'atto del mangiare"...

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Trattare il disturbo da deficit d'attenzione col neurofeedback

Trattare il disturbo da deficit di attenzione/iperattività con il neurofeedback

Dott.ssa Simona Calzone

Introduzione all'ADHD, il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da iperattività, impulsività e difficoltà a mantenere la concentrazione. Queste principali caratteristiche possono presentarsi singolarmente o in maniera combinata con la prevalenza di uno o più tratti.

Il disturbo coinvolge circa il 3-5% dei bambini in età scolare, che mostrano difficoltà a mantenere l'attenzione e a concentrarsi, hanno la tendenza ad agire in maniera impulsiva senza pensare a quello che stanno facendo, non riescono ad autoregolare il proprio comportamento sulla base dei feeedback provenienti dall'esterno e spesso hanno necessità di muoversi...

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Che cos’è il Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente

Il Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente DSM-5

Dott.ssa Alessandra Basso

Disturbi depressivi nei bambini

Molti studi epidemiologici riportati dal Ministero della Salute hanno stimato che il 2% dei bambini ha avuto almeno un episodio depressivo nel corso della vita, percentuale che arriva al 4-8% tra gli adolescenti; ma la nota più grave è che questo disturbo viene diagnosticato, e quindi trattato, solo nel 25% dei minori che ne soffrono. Questo dato è conseguenza del fatto che spesso gli adulti minimizzano il problema, lo ignorano, oppure del fatto che i clinici talvolta formulano diagnosi errate. 


Fino agli anni ‘80 era opinione comune che i disturbi depressivi fossero più frequenti negli adulti e molto rari nei bambini. Inoltre, le oscillazioni nell’umore, tristezza e irritabilità erano considerati come aspetti tipici dell’adolescenza, conseguenze dello sviluppo ormonale e del cambiamento di ruolo sociale...

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Generation Snowflakes: giovani ipersensibili e fragili

Generation Snowflakes: giovani ipersensibili e fragili

Come neve al sole – la spettacolare fragilità dei fiocchi di neve

Generation Snowflakes, o Snowflakes Generation, è un termine utilizzato per indicare i giovani diventati adulti nel 2010; questi giovani sono stati definiti come più inclini a offendersi e meno resistenti rispetto alle generazioni precedenti.

La nuova generazione di adulti sarebbe troppo emotivamente vulnerabile per affrontare opinioni che sfidino le proprie. Nell’ultimo anno il termine è stato molto utilizzato e ha richiamato l’attenzione di numerosi studiosi, psicologi inclusi...

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Sovrappeso e obesità infantile: Terapia integrata con Piralim

Sovrappeso e obesità infantile: Terapia integrata con Piralim

Dott.ssa Daniela Rebora, Medico e Dott.ssa Serena Rebora, Psicologo

Obesità epdidemia globale: Globesity

Al giorno d'oggi l’obesità ha raggiunto proporzioni preoccupanti: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce in modo ufficiale l'obesità come un'epidemia globale coniando un termine ormai molto diffuso: “globesity” (obesità globale).

Anche nel nostro Paese i dati epidemiologici confermano la situazione mondiale: dati preoccupanti riguardano i più giovani. La percentuale di bambini in sovrappeso o con obesità corrisponde al 24%, con 16 milioni di minorenni in sovrappeso e 4 milioni che presentano una condizione di obesità...

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Le emozioni dei bambini nei primi anni di vita

Le emozioni dei bambini nei primi anni di vita

Dott.ssa Alessandra Basso

Emozioni semplici ed emozioni complesse

Le emozioni sono fondamentali a livello filogenenetico ed ontogenetico e proprio per questo motivo sono presenti fin dalla nascita e perciò innate; tutte le emozioni hanno la stessa importanza e non sono quindi di per sé né positive, né negative. È importante sottolinearlo fin da subito, perché spesso gli adulti nascondono, o cercano di non far provare ai bambini emozioni quali tristezza, paura, rabbia, ma questo è un brutto errore. Inoltre, come insegna Il Piccolo Principe “si devono pur sopportare dei bruchi se si vogliono vedere le farfalle. Dicono siano così belle!”.

Tutti sanno quando un bambino inizia a camminare o quando dice la prima parola, ma in pochi ne conoscono il normale sviluppo emotivo. È importante invece avere chiaro anche questo aspetto, in modo da poter accompagnare i propri figli nel modo più accurato possibile nella loro crescita...

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La qualità della vita dei pazienti oncologici pediatrici

La qualità della vita dei pazienti oncologici pediatrici

Da malattia mortale a malattia cronica

Ad oggi il cancro può essere considerato, sotto molti aspetti, una condizione cronica e non più una malattia mortale. Gli enormi progressi compiuti in ambito medico-farmacologico, infatti, prolungano la vita dei pazienti e il tasso di mortalità, negli ultimi quarant’anni, è in netta diminuzione. I bambini e i ragazzi tra gli 0 e i 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno: nel 2008 i decessi erano circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta. Sono i tumori del sangue (e in particolare le leucemie) a mostrare i successi maggiori con una sopravvivenza che in alcuni casi oggi supera il 90% dei casi (Pomicio et al., 2014).


Questi dati assolutamente positivi ci impongono però una riflessione sugli effetti collaterali dei trattamenti e sulla lunga durata della malattia, che mettono a dura prova le risorse dei pazienti e dei loro familiari...

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Supporto psicologico nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

Supporto psicologico nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

Dottor Andrea Dessì, Psicologo

Le Infiammatory Bowel Disease (IBD) o Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

Terminati gli studi di psicologia, non avrei mai pensato che le diagnosi che si leggono nel DSM 5 fossero solo la punta dell’iceberg dei problemi psicologici. Pensavo fosse tutto quello che c’era da sapere sul nostro lavoro e mi sbagliavo. Il mondo di cui parlo sta sotto al mare, dove le diagnosi spesso sono miste, dove la condizione psicologica è legata a una condizione fisica debilitante, ed è lì che si trova un saloon di pistoleri attaccabrighe...

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L'Alcol e gli effetti sulla salute psicofisica

L'alcol e i suoi effetti sulla salute psicofisica

dott.ssa Greta Del Taglia

Tra intossicazione e sbornia

L'alcol è una sostanza ad azione sedativa che agisce sul sistema nervoso centrale e, come altre sostanze psicoattive o droghe, provoca dipendenza e causa gravi disturbi psicologici e fisici.

Viene definito "Alcolismo" lo stato che deriva dall'abuso continuato e compulsivo di bevande alcoliche. L'abuso di alcol determina problemi sociali, lavorativi/scolastici e familiari; riduce i freni inibitori e porta ad assumere comportamenti a rischio (come ad esempio comportamenti sessuali violenti, oppure la guida in stato di ebbrezza).

L'intossicazione (ubriacatura o sbornia) produce effetti simili a quelli prodotti dalle benzodiazepine (e cioè i farmaci antidepressivi)...

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Cos'è l'autolesionismo e il ruolo dei social network

Cos'è l'autolesionismo e il ruolo dei social network

dott.ssa Laura Bruzzone

L'autolesionismo intenzionale

L’autolesionismo intenzionale è un atto deliberato e diretto per ferirsi, danneggiare i tessuti del corpo senza che vi sia un intento suicidario cosciente.

Il DSM 5 (American Psychiatric Association, 2013) ha riconosciuto all’autolesionismo un’autonomia rispetto alle condotte suicidarie e al Disturbo di Personalità Borderline e propone quattro criteri come caratteristici dell’autolesività non suicidaria...

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Cybersex, pornografia e relazioni intime

Roberta Marì

Lo studio di Weinstein sul cybersex

Un interessante studio condotto da Weinstein e collaboratori e pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha indagato la relazione tra uso di pornografia, sesso virtuale e relazioni intime, ipotizzando che l'uso massiccio di pornografia e sesso virtuale possa in una certa misura sfavorire la creazione ed il mantenimento di relazioni intime positive e, viceversa, che le difficoltà nelle relazioni intime possano predire un maggior ricorso all'uso di materiale pornografico e un maggior coinvolgimento in attività di sesso virtuale. Con sesso virtuale (o cybersex) si intende un insieme di attività quali visitare siti di vendita di oggetti sessuali, partecipare e interagire in comunità virtuali di sesso online, visionare o scaricare immagini o video pornografici (quest’ultima attività è comunemente definita pornografia). Da precisare è il fatto che, naturalmente, non tutti coloro che fanno uso di cybersex o di materiale pornografico sono da ritenersi in sé clinicamente dipendenti da attività sessuali (sex addiction)...

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L’identità sessuale e la caduta del concetto di binarismo di genere

L’identità sessuale e la fine del binarismo di genere

Dott.ssa Claudia Orlandazzi

Rosa, Azzurro e…

Il disturbo dell'identità di genere (DIG, disforia di genere nel DSM 5) è una condizione caratterizzata da una forte e persistente identificazione con il sesso opposto a quello attribuito alla nascita. Si riferisce alla percezione che un individuo ha del proprio ruolo di genere (maschile, femminile o ambivalente) rispetto alle aspettative della società in cui vive...

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La sindrome di Munchausen per procura

La sindrome di Munchausen per procura

Elisa Marin

Il Disturbo fittizio provocato ad altri appartiene nel DSM-5 alla categoria del Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati. Questo disturbo è noto anche con il suggestivo nome di sindrome di Munchausen per procura, dal nome da una persona realmente esistita nel XVIII secolo, il barone di Munchausen appunto, il quale era conosciuto soprattutto per la spiccata fantasia e l'umorismo delle sue storie non veritiere, che ispirarono addirittura una serie di racconti di grande successo...

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L’influenza della luce solare sull’ADHD e la terapia della luce contro la depressione e i disturbi del sonno

L’influenza della luce solare sull’ADHD: la fototerapia

Maria Rebellato

Un interessante studio a cura di alcuni ricercatori olandesi (Martijn Arns e colleghi), pubblicato nella nota rivista “Biological Psychiatry” nel 2013 ha indagato la correlazione tra una variabile metereologica, l’intensità della luce solare (SI, misurata in kW/mq/day), e una variabile psicologica quale è il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)...

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