Programma del Master su Violenza e Discriminazione di Genere

I 3 moduli del Master su Violenza e Discriminazione di Genere - Firenze

Il Master su Violenza e Discriminazione di Genere di Firenze è suddiviso in 3 distinti moduli.

  • Modulo "Identità e violenza", 4 giornate: Il ruolo della cultura nella costruzione del modello identitario discriminante e violento. Il trattamento degli uomini maltrattati-violenti.
  • Modulo "Modelli tramandati", 2 giornate: Il ruolo dei modelli culturali tramandati e interiorizzati come ponte tra la cultura e la formazione della psiche collettiva e individuale.
  • Modulo "Ri-costruzione di un'identità maschile", 8 giornate: Gli uomini si mettono in gioco: il ruolo e gli strumenti degli operatori socio-sanitari nella ri-costruzione dell’identità maschile.

Direzione scientifica del Master

La direzione scientifica del Master su Violenza e Discriminazione di Genere è della Dott.ssa Simona Adelaide Martini, psicologo psicoterapeuta e del Dottor Paolo Molino, psicologo psicoterapeuta.

Destinatari del Master

Il Master su Violenza e Discriminazione di Genere è aperto a medici, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, criminologi, avvocati, forze dell’ordine, educatori, assistenti sociali, infermieri e tutte le figure professionali che ruotano intorno al mondo della violenza e della discriminazione di genere. Il Master è aperto anche che agli studenti universitari.

I weekend del Master su Violenza e Discriminazione di Genere

  • 13-14 ottobre 2018 - Modulo 1
  • 17-18 novembre 2018 - Modulo 1
  • 23-24 febbraio 2019 - Modulo 2
  • 16-17 marzo 2019 - Modulo 3
  • 13-14 aprile 2019 - Modulo 3
  • 11-12 maggio 2019 - Modulo 3
  • 22-23 giugno 2019 - Modulo 3

Prima parte del Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Modulo "Identità e violenza"

Il ruolo della cultura nella costruzione del modello identitario discriminante e violento

Il trattamento degli uomini maltrattati-violenti

Come esperti della psiche umana, riteniamo fondamentale analizzare e studiare tutti i fattori possibili che contribuiscono a costruirne la complessa e variegata struttura. Per questo motivo abbiamo fortemente voluto dedicare la prima parte del Master su Violenza e Discriminazione di Genere al trattamento degli uomini maltrattanti/violenti (o che comunque ritengono di voler intraprendere un percorso di presa di consapevolezza dei propri schemi mentali e degli stereotipi interiorizzati), al fondamentale ruolo della cultura.

Cultura significa storia, filosofia, miti, antropologia, ruolo dei media. La cultura è ciò che crea l’humus, il contesto all’interno del quale un pensiero e un atteggiamento possono avere luogo. Cultura vuol dire anche contenitore, di qui l’importanza del conoscerla e comprenderla affinché gli operatori abbiano la mappa del territorio dove si stanno muovendo.

WEEKEND 1 • 13-14 OTTOBRE 2018

Dott. FRANCO BERARDI, scrittore e filosofo

"Cortesia e contesto tecno-relazionale"

Probabilmente dovremmo comprendere il caos etico e politico del nostro tempo come l’effetto di un’eclissi della cortesia, come una vera e propria epidemia di scortesia che si è abbattuta sulle relazioni inter-personali.

Per definire il campo di un discorso sulla cortesia e la sua eclisse, possiamo concentrare la nostra attenzione su due punti:

  • Cos’è la cortesia, quale è la sua genesi culturale, psicologica, sociale.
  • Quali sono le cause dell’attuale disturbo della cortesia, che rapporto vi è tra l’epidemia di scortesia e il contesto tecnico, relazionale, mediatico.
Primo punto: cortesia
  • L’epoca cortese, la riutilizzazione linguistica dell’istinto, particolarmente dell’istinto sessuale. Il linguaggio come campo in cui si svolge la contesa d’amore civilizzata.
  • La poesia cortese, il trobadorismo, il suo significato.
  • L’analisi freudiana della sublimazione (Disagio della civiltà) e il discorso desiderante di Deleuze e Guattari.
  • Desiderio-istinto-linguaggio: l’erotizzazione del discorso e il il discorso come condizione per l’erotismo.
Secondo punto: le cause del disturbo della cortesia
  • Le cause dell’attuale eclisse della cortesia.
  • La rarefazione del contatto fisico e la separazione dell’enunciazione linguistica dalla presenza nella sfera della comunicazione digitale.
  • La brutalizzazione del linguaggio pubblico nelle reti sociali.
  • L’intensificazione dello stimolo (pubblicità, pornografia nei media, accelerazione della comunicazione) come disturbo della sensibilità e della capacità di elaborazione linguistica dell’emozione.

WEEKEND 2 • 17-18 NOVEMBRE 2018

Dott. LORENZO GASPARRINI, scrittore e filosofo
Dott.ssa CRISTINA OBBER, scrittrice e giornalista

• 17 novembre, Dott.ssa Cristina Obber

"Cultura, linguaggi, educazione, cambiamento"

L’incontro sarà focalizzato sui diversi ruoli che istituzioni quali media, scuola, servizi sociali, attraverso un linguaggio proprio specifico, giocano nella strutturazione di una cultura che alimenta discriminazione, violenza, abusi a sfavore del genere femminile.

L’importanza dei suddetti organi istituzionali/educativi nella creazione di stereotipi e nell’abbattimento degli stessi, fino alla conquista di una reale parità tra i vari generi.
Un excursus sulla situazione internazionale politica e sociale farà da cornice e una conclusione attraverso la presentazione di buone prassi da chiusura.

• 18 novembre 2018: Dott. Lorenzo Gasparrini

"Maschilità, Virilità, Maschilismo - Costruzione di una cultura oppressiva"

Nel corso del nostro incontro proveremo a tracciare una storia culturale di questi tre concetti, puntando l'attenzione sulla loro costruzione storica e sul tipo di potere che ne ha voluto lo sviluppo e il cambiamento per adeguarsi e pilotare le società occidentali.

La storia del rapporto tra i generi – anzi, la storia degli stessi generi – è in realtà la storia di un solo genere che opprime tutti gli altri: l'uomo eterosessuale ha costruito storie, immagini, valori culturali e sociali per produrre, di volta in volta, il paradosso di una nuova tradizione che immancabilmente lo vedeva al vertice della scala sociale.

Lo scopo di questo lungo racconto è comprendere come nella vita di relazione dei singoli individui, e nella costruzione della loro identità, entrano elementi storici e sociali condizionanti che troppo spesso sono scambiati per inevitabili caratteristiche “naturali”, e che invece sono prodotti culturali criticabili e non sceglibili come tutti gli altri.

Nella seconda parte del nostro incontro proveremo a fare insieme giochi e attività per tentare di cogliere “sul fatto” tutta una serie di stereotipi, luoghi comuni, pregiudizi che ancora costituiscono una parte indiscussa e influente della nostra formazione culturale.

Seconda parte del Master su Violenza e Discriminazione di Genere (ponte tra prima e seconda parte)

Modulo "Modelli tramandati"

Il ruolo dei modelli tramandati e interiorizzati come ponte tra la cultura e la formazione della psiche collettiva e individuale

Il passaggio dai miti, i modelli culturali del passato, la storia umana e l’identità moderna, pur nelle sue diversità e infinite sfaccettature, è ben rappresentata dalla teoria degli archetipi, potenti messaggeri di significati universali, declinati e contestualizzati nell’inconscio individuale che diventa, inevitabilmente, motore di idee, pensieri, comportamenti, agiti che spesso hanno a che fare con discriminazione e violenza.

Una rilettura funzionale, autentica, fuori da sovrastrutture legate a dominio e potere, rappresenterebbe un primo approccio di ri-costruzione identitaria collettiva.

Lo scopo di questo modulo è cercare di cogliere la finezza di certi meccanismi mentali altrimenti difficili da cogliere. E’ importante conoscere la propria narrazione, il modo in cui ci raccontiamo la vita, che è influenzato da fattori diversi ed a volte apparentemente non connessi.

WEEKEND 3 • 23-24 FEBBRAIO 2019

Dott.ssa SILVANA GRAZIELLA CERESA, Psicoanalista Junghiano, Psicologo Psicoterapeuta

"Psicologia del profondo"

Il ruolo dei modelli culturali tramandati e interiorizzati come ponte tra la cultura e la formazione della psiche collettiva e individuale

Il percorso svolto nelle due giornate si legge:

  • In modo verticale: uno schema comune per far nascere le immagini nei partecipanti e farli mettere in gioco, con lo psicodramma, sui contenuti emersi.
  • In mondo orizzontale: dall’individuale cioè dal sé, al collettivo comune a tutte le persone.
1° giornata, 23 febbraio 2019

Attraverso il Social Dream Matrix ciascuno esprimerà emozioni, pensieri, sogni in relazione al mithos individuale. Psicodramma narrativo sui vissuti portati dai partecipanti e riepilogo dei contenuti emersi. Proiezione di immagini/foto, lettura/racconto di storie e miti attinenti ai contenuti

2° giornata, 24 febbraio 2019

Social Dream Matrix: suggestioni sul mithos collettivo. Psicodramma sui vissuti portati dai partecipanti ed elaborazione dei contenuti emersi.
L’inconscio collettivo come contenitore psichico universale di miti tramandati (esemplificazione con l’archetipo della Grande Madre)

Terza parte del Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Modulo "Ri-costruzione di un'identità maschile"

Gli uomini si mettono in gioco: il ruolo e gli strumenti degli operatori socio-sanitari nella ri-costruzione dell’identità maschile

In questa terza parte del Master su Violenza e Discriminazione di Genere, si farà un lavoro volto all’analisi della domanda, alla rilettura condivisa, alla messa in discussione dei modelli imposti che limitano e relegano l’uomo a ruoli di dominio e potere, o segreta collusione di comportamenti discriminanti e violenti, attraverso un lavoro esperienziale su di sé.

L’obiettivo è una successiva presa in carico, a seconda del proprio modello epistemologico/orientamento/ruolo professionale, degli uomini (nei diversi contesti: carcere/studio professionale/comunità stranieri/ospedali/famiglie/etc) che intraprendono percorsi di individuazione e ricerca di un ruolo identitario, familiare e sociale rispetto a quello imposto dai modelli culturali.

WEEKEND 4 • 16-17 MARZO 2019

Dott.ssa GIOVANNA TATTI, psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico
Dott.ssa CINZIA MAMMOLITI, criminologa e formatrice specializzata in violenza domestica

• 16 marzo e 17 marzo mattina, Dott.ssa Giovanna Tatti

"Dal mal-trattamento al trattamento. La transgenerazionalità dell'abuso. Tra prevenzione e cura."

Si intende riflettere sulle modalità di cura e prevenzione nelle situazioni di abuso intrafamigliare, soprattutto, ma non solo. A partire dalla necessità di consapevolezza delle conseguenze a medio e lungo termine dell'abuso sessuale e della trascuratezza sulla psiche. Di come il plus e il minus del trauma, con la forza prorompente di quel che c'è e che non ci dovrebbe essere, l'abuso, e con la violenza di ciò che non c'è e che avrebbe dovuto esserci, la protezione, scavano dentro la struttura psicofisica (soprattutto quella di un bambino) e ne causano conseguenze nel corpo e nella mente che se non elaborate possono portare alla “paralisi psichica”.

Laddove non c'è più via di fuga e chi fa del male è anche colui che si prende cura, o deputato a farlo, allora alla mente soverchiata dall'angoscia non resta che la fuga estrema, attuando meccanismi dissociativi che più che meccanismi di difesa io definisco meccanismi di salvezza. Una parte del sé bambino muore, in ogni situazione di abuso. Coloro che lavorano con vittime in tenera età conoscono bene queste dinamiche.

Ciò che distingue le tipologie di reazioni patologiche e disfunzionali, è come sempre un mix tra nature and nurture (annosa questione della psicopatologia) dove la resilienza personale e sociale hanno un ruolo importante, di prevenzione, e alcuni dati relativi alla età o a specifiche della tipologia di trauma, come pure alcune dinamiche socio culturali aumentano il rischio di sviluppare psicopatologa in tutte le età, con manifestazioni maggiori in adolescenza e età adulta.

Queste complesse dinamiche influenzano in senso positivo o negativo la possibilità di consapevolezza e rielaborazione del trauma, creando terreno fertile a meccanismi di negazione e minimizzazione dei comportamenti violenti agiti o modalità di passività e mancato riconoscimento delle violenze subite. Alcuni dei più studiati meccanismi di difesa, e in quanto tale inconsci, sono l’identificazione con l’aggressore e la ripetizione, che talvolta vede generazioni di donne vittime di situazioni abusanti, impossibilitate a interrompere la catena.

Alla luce di queste variegate premesse risulta fondamentale il trattamento psicologico strutturato e tempestivo di chi subisce abusi e traumi importanti. Talvolta, purtroppo, ci si trova a lavorare non più o non solo in ottica preventiva, ma di “rieducazione e riabilitazione” di autori di reato, avendo in mente che il lavoro tende ad evitare ulteriore vittimizzazione e ad interrompere quella catena.

Si cercherà di delineare il lavoro, specie in contesto istituzionale, consapevoli che una particolare attenzione va dedicato al ruolo della relazione con il paziente e alla costruzione di un terreno di fiducia che rappresenta la base necessaria alla cura stessa (o trattamento che dir si voglia).

Attraverso l'analisi di alcuni casi clinici si cercherà di dare conto dello specifico del trattamento e delle componenti di trasfert e controtrasfert come strumenti importantissimi nello sviluppo della relazione di cura. Senza dimenticare il peso emotivo che il lavoro con il trauma a carico di chi per poter curare deve anche accettare di scendere un po' all'inferno con i propri pazienti.

• 17 marzo pomeriggio, Dott.ssa Cinzia Mammoliti

"Dalla manipolazione relazionale alla violenza psicologica"

Programma dell'incontro pomeridiano del 17 marzo

  • Il lavaggio del cervello prodromico all'abuso psicologico;
  • Identikit dell abusante;
  • I principali disturbi di personalità degli abusanti;
  • Caratteristiche della vittima;
  • La comunicazione destabilizzante: la principale arma dell'abuso;
  • La dinamica relazionale perversa;
  • Come tutelarsi dalla violenza psicologica;
  • Normativa in ambito civile e penale a tutela della violenza psicologica.

WEEKEND 5 • 13-14 APRILE 2019

Dott.ssa ANNALISA CORBO, psicodrammista moreniana
Dott.ssa TIZIANA MONTALBANO, psicologo

• 13 aprile 2019, Dott.ssa Annalisa Corbo

"Il gioco dei ruoli e i ruoli del gioco"

L'operatore come la vittima, come il carnefice e come il testimone

Giornata dedicata a lavori esperienziali di tipo sociodrammatico per andare a fondo nella significazione dei ruoli sociali e nella loro messa in azione all'interno della dinamica di rispecchiamento della relazione d'aiuto in caso di violenza di genere.

• 14 aprile 2019: Dott.ssa Tiziana Montalbano

"Risorse vittime"

L’importanza della Rete e legislazione corrente

Il percorso che compie la vittima da prima della presa di consapevolezza della violenza/discriminazione subita, fino alla scelta di denunciare o rivolgersi enti che possano sostenere e accompagnare. I risvolti psicologici, giuridici, territoriali. Il ruolo delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle strutture socio-sanitarie e dei professionisti della psiche. In una parola: la presa in carico in seguito alla presa di consapevolezza e alla scelta di mettersi in gioco e in protezione.

WEEKEND 6 • 11-12 MAGGIO 2019

Dott. ROGER SOLOMON, psicologo, psicoterapeuta
(con interprete presente)

"Il ruolo del trauma nell'abuso"

Il trauma gioca un ruolo complesso nelle vite di tutti noi. Ancora di più nelle vite di abusanti e vittime.

Durante il seminario i partecipanti verranno condotti a scoprire il significato dell’espressione dissociazione strutturale, una sindrome nella quale ricadono sia abusanti che vittime e che fa sì che le vittime non si proteggano e gli abusanti prendano distanza emotiva e cognitiva dagli agiti e da quello che sentono.

Sarà trattato anche il tema del narcisismo patologico che spesso si evidenzia nelle relazioni di tipo abusante (psicologico e fisico). In particolare il focus si concentrerà sul trattamento della dissociazione e su esperienze nel riconoscerla.

WEEKEND 7 • 22-23 GIUGNO 2019

Dott.ssa Marta Canu, Psicologa, gruppo analista fulksiano

"Narrarsi dentro la violenza"

22 giugno: emergere dalla violenza

Affronteremo insieme la costruzione del difficile percorso di emersione della violenza:

  • Come si ascolta una situazione di violenza?
  • A quali parametri si presta attenzione?
  • Che significato hanno questi parametri?

Tra strumenti esterni ed interni, lavoreremo sulla capacità di rilevamento della violenza e sulla sua valutazione: rischio, recidiva, strumenti di intervento.

23 giugno: uomini che agiscono violenza

  • A colloquio con gli uomini che agiscono violenza cosa ci si dice?
  • Come ce lo diciamo?
  • Con che scopo?

Questo modulo si occuperà di condurvi nella complessa traversata dentro le narrazioni maschili intorno alla violenza sulle donne e sui minori.
Lavoreremo sulla presa in carico e sul trattamento degli autori di violenza attraverso una lettura guppoanalitica, pensando inoltre al gruppo come ad un dispositivo, che restituisce il senso della pluralità interna nella situazione di violenza in cui la dicotomia io/altro è la base su cui si costruisce la disparità di potere dentro alle relazioni.

Il gruppo, inoltre, permette di lavorare sul doppio piano, intrapsichico e culturale che, come sappiamo, sostiene e contribuisce a creare la violenza di genere.

Altre informazioni sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Ulteriori dettagli sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere si trovano:

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.

 

Istituto Miller - Istituto e Scuola di Psicologia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
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