Stress Lavoro Correlato: valutazione e intervento formativo

Stress Lavoro Correlato: valutazione e intervento formativo

Dr. Duscian Riccio

La valutazione del rischio stress lavoro correlato

L’obbligo legislativo di svolgere la valutazione rischio stress lavoro correlato in tutte le realtà pubbliche e private presente dal gennaio 2011 già anticipato nel D.Lgs 81/08 (art 28 c1 bis ex D.Lgs 106/09) che si rifaceva esplicitamente all’accordo Europeo del 2004 sottoscritto dalle quattro maggiori organizzazioni Europee (CEEP, UEAPME, UNICE e ETUC) per tutte le aziende sul territorio italiano, comporta la necessità nuova di porre in analisi le dimensioni che collegano le modalità, le condizioni e la tutela della salute dei lavoratori rispetto all’ambito produttivo delle organizzazioni. Tale istanza concretizza la connessione tra un sistema funzionale e funzionante e la salute mentale e non solo fisica delle singole risorse umane che la costituiscono.

Unitamente all’ormai ridondante mole di studi che attestano una precisa connessione tra stress lavoro correlato e fenomeni quali l’abbassamento dell’engagement, della produttività e l’incremento dell’assenteismo, la circolare del 18 Novembre 2010 della Commissione Consultiva Permanente rimarca doverosamente l’inoppugnabilità di tale obbligo, esprimendosi chiaramente in merito alle tempistiche da rispettare e imponendo tra gli altri, l’obbligo per i datori di lavoro di ripetere la valutazione con una frequenza non inferiore ai tre anni, salvo che gli esisti delle valutazioni pregresse non giustifichino gestioni alternative anche maggiormente restrittive.

L’attenzione sui rischi relativi alla salute mentale oltre che a quelli derivanti da altri fattori di tipo biologico e fisico, richiede al mondo delle aziende la messa a punto di indagini accurate rivolte non solo a identificare e monitorare la situazione e i disagi derivanti da rischi psicosociali quali lo Stress, la violenza e le molestie; ma anche a fornire strumenti utili per la valutazione e l’adozione di adeguate misure preventive e/o correttive terapeutiche, si veda a tale proposito l’Esener Enterprise Survey /EU-OSHA.

La consulenza come misura preventiva

Il ruolo della consulenza risulta quindi essenziale nel fornire interventi formativi e di training utili alla maturazione di competenze trasversali da mettere in campo rispetto al rischio stress da parte di tutti gli attori coinvolti e comporta l’abbandono di un precedente modello formativo basato sul punire gli errori, senza il prospetto di soluzioni per il futuro. Il ruolo della formazione e del sostegno professionali alla salute mentale cambia totalmente faccia passando dall’essere obbligo al divenire opportunità di risparmio di costi futuri.

I costi derivati dal sottovalutare una dimensione tanto cruciale di tipo indiretto (come ad esempio l’abbassamento dei livelli qualitativi e quantitativi in funzione di condizioni di disagio relativo allo stress psico sociale o addirittura al Burnout) si sommano ad altri di tipo diretto, quali le sanzioni comminabili al datore di lavoro. Nello specifico, in caso di mancata valutazione dello Stress Lavoro Correlato sono le seguenti:

  • Per omessa redazione del DVR, violazione Art. 29, c.1, l’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400;
  • Per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza è prevista una ammenda da € 2.000 a € 4.000.

Alcune necessarie Definizioni

Definizione di stress

Si definisce Stress quello stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali, che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.
Da tale definizione risulta evidente la specificità di tale costrutto: questo non si delinea come fattore causale bensì come effetto prodotto nell’organismo da parte di uno squilibrio nelle variabili di adattamento all’ambiente, protratte nel tempo.

Da tale premessa, è possibile concettualizzare lo Stress da Lavoro Correlato, come la percezione di squilibrio avvertita da una persona al lavoro tra la richiesta del contenuto del proprio compito lavorativo, rispetto alle risorse a disposizione.

Definizione di Eustress

Si definisce al contrario “Eustress” la quantità di stress che in dosi accettabili consente di reagire in maniera efficace, producendo effetti positivi sul flusso lavorativo e sull’organismo.

Stress lavoro Correlato - Sindrome di Burnout Per ulteriore chiarezza risulta necessario distinguere da tale generica patologia organizzativa alcune specifiche forme di psicopatologia delle organizzazioni come il Mobbing e il Burnout.

Definizione di Mobbing

Il Mobbing è inteso come una persecuzione sistematica messa in atto da una o più persone allo scopo di danneggiare chi ne è vittima fino alla perdita del lavoro. Sebbene i possibili rischi soprattutto a livello psicologico, evidenziati da diversi indicatori sintomatici aspecifici possano risultare analoghi, la componente di intenzionalità presente nel mobbing ne costituisce il distinguo fondamentale rispetto ad una diagnosi da stress lavoro correlato.

Definizione di Burnout

Una seconda distinzione fondamentale fa riferimento al Burnout definito come l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. Fenomeno concettualizzabile come risultato patologico di una componente di fattori di stress e di reazioni soggettive che colpisce più facilmente le professioni di aiuto o di servizio alle persone (medici, psicologi, infermieri, avvocati, educatori, insegnanti, forze dell’ordine, ecc.)

In questo specifico ambito, si assiste a meccanismi di eccessiva disregolazione psicofisica, prodotta dall’attività professionale che porta il soggetto a “bruciarsi” nello svolgimento delle attività, fino alla recrudescenza sintomatica specifica quale: appiattimento emotivo, eccessivo distacco e disinvestimento, depersonalizzazione e totale incapacità di reazione.

Il percorso metodologico oggetto di obbligo di legge

È bene ricordare come seppur distinti negli aspetti più marcatamente fenomenologici, i costrutti finora descritti restano fortemente interconnessi e lo stress lavoro correlato rappresenta spesso un elemento prodromico allo scatenarsi di situazioni ad alto tasso di complessità e in grado di interferire pesantemente con la qualità di vita del soggetto lavoratore e dell’organizzazione di cui fa parte.

In base a quanto osservato, la legge ha quindi predisposto che il processo di valutazione del rischio segua un preciso percorso metodologico in cui avviene la costituzione di un gruppo formato ad hoc nella convergenza di prassi pratiche e interventi volti alla prevenzione ed al fronteggiamento delle condizioni di rischio.

Tale obbligo legislativo impone un percorso valutativo che identifichi le fonti di stress nell’ambiente di lavoro, attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori, suddivisi tra i cosiddetti fattori “di contesto” e di “contenuto” del lavoro (Hacker, 1993). I primi, fanno riferimento alle condizioni relative all’organizzazione di uno specifico contesto lavorativo (quali la qualità della comunicazione, l’accesso alle risorse per la soluzione dei problemi di routine, la chiarezza degli obbiettivi aziendali e personali, la possibilità di accrescimento di competenze e carriera), il ruolo (responsabilità, ambiguità, conflitto), il controllo (presenza assenza, partecipazione), la qualità psicosociale (possibilità di rapporti/ isolamento), l’interfaccia casa lavoro (richieste congruenti/ contrastanti tra i due). I secondi prendono in esame la specificità dell’agenda lavorativa rispetto alla singola posizione quali il tipo di compito (monotonia/stimolo; identificazione dello scopo, sotto/sovra utilizzo competenze individuali, incertezza, carico, ritmo, tempo), gli orari (turni, flessibilità, prevedibilità, pause adeguate), l’ambiente e le attrezzature (disponibilità, mantenimento, manutenzione, formazione).

Tale prefase analitica dovrà infine occuparsi di osservare tutti gli eventuali eventi sentinella verificatisi nell’arco di tempo oggetto di osservazione come infortuni, assenze per malattia, assenteismo, segnalazioni del medico competente, turnover, contestazioni e conflitti.

È richiesto a questo punto un confronto con degli standard di riferimento numerici per definire una baseline del livello di rischio che potrà classificarsi tra basso, medio ed elevato, delineare eventuali interventi correttivi, effettuare una seconda verifica sui risultati ottenuti e, nel caso in cui la valutazione restituisca nuovamente livelli elevati di rischio, procedere ad una valutazione approfondita mediante l’utilizzo di criteri soggettivi di valutazione

Lo stress e i lavoratori

Stress lavoro correlato - PoliziaA titolo di esempio, è possibile effettuare una breve lista di alcune categorie professionali a maggior rischio di impatto, tenendo in considerazione la continua necessità di aggiornamento di tale elenco in base alle nuove evidenze ottenute nell’ambito della ricerca di settore.

  • Medici: responsabilità decisionale, probabilità di rischio di errore su materiale umano.
  • Infermieri: elevato rischio Burnout dato dalle particolari condizioni del compito e dell’ambiente psicosociale lavorativo.
  • Polizia: rischio disagio sociale relativo a sistematica esposizione a situazioni di pericolo o a forte impatto emotivo e traumatico.
  • Assistenti Sociali: il rischio Burnout, associato all’esposizione a fenomeni di disagio sociale e familiare e scarsità di risorse a disposizione
  • Insegnanti: stress da divario generazionale, obbligo di relazionarsi con elevato numero di attori eterogeni per età, responsabilità e mansioni. scarsità di risorse e sostegno personale.
  • Autotrasportatori: condizioni di lavoro particolarmente difficili tra cui l’elevato difficoltà di gestione dell’interfaccia casa lavoro.
  • Operatori di comunità, educatori: esposizione sistematica a situazioni ad alto tasso di incertezza e difficoltà sociale e trauma con poche risorse a disposizione.

L’ossimoro della valutazione: obbligo o opportunità?

Per esplicita affermazione contenuta nelle linee guida per la valutazione aziendale del rischio connesso allo Stress Lavoro Correlato, il percorso metodologico descritto rappresenta il minimo livello di intervento che il datore di lavoro deve mettere in atto per poter considerare di aver correttamente affrontato l’obbligo predisposto a suo carico, estrinsecando la necessità di una misura in grado di fotografare le condizioni non di singoli lavoratori ma di interi e diversi reparti accomunati da caratteristiche di omogeneità.

Da queste premesse, risulta essenziale cogliere l’intrinseca condizione ossimorica delineatasi tra il coercitivo svolgimento della valutazione nella sua esplicita forma di obbligo e la sua dimensione di opportunità: un’analisi del contesto che accolga la riduzione degli elementi di rischio sul piano organizzativo come premessa di un miglior svolgimento del lavoro e quindi della produttività a livello globale.

Esempi di strumenti e la proposta dell’istituto Miller

Stress lavoro correlato intervento clinicoL’individuazione delle aree potenzialmente soggette a rischio potrà essere quindi essere frutto non solo di indagini qualitative a livello di colloquio o gruppo di discussione (focus group), ma anche di questionari o check-list, da somministrare ad un campione statisticamente valido della popolazione aziendale con l’obiettivo di formulare eventuali correzione sulla base dei dati ottenuti.

Un esempio di un questionario tipo, potrebbe elencare i seguenti indicatori:

  • Fattori di rischio primari: esposizione a e presenza di rischio biologico, chimico, fisico.
  • Fattori Ambientali: Illuminazione, condizioni igieniche, livelli di sicurezza, temperature, spazi; interfaccia casa lavoro, rumore.
  • Informazioni aziendali: indicatori numerici di assenze per malattia, assenteismo, presenzialismo, richieste di cambio mansione, dimissioni, infortuni, turn over, sanzioni lamentele, reclami segnalazioni al medico competente.
  • Fattori personali: mansioni, tipologia di contratto, orario di lavoro, rapporti interpersonali (conflitti, discussioni); attribuzione di responsabilità, grado di controllo, strumenti disponibili.

I servizi dell’Istituto Miller per la valutazione del rischio stress lavoro correlato

Per quanto riguarda quest’area tematica l’Istituto Miller mette a disposizione delle Aziende e delle Organizzazioni i seguenti servizi;

  • Valutazione rischio stress lavoro correlato;
  • Corso stress lavoro correlato professionisti;
  • Tecniche di ultima generazione in materia di gestione dello stress;
  • Sportello di ascolto psicologico;
  • Counseling e psicoterapia per sintomatologia specifica sorta da o in correlazione ad ambiente lavorativo ad alto rischio stress.

Utilizzando il form sottostante è possibile richiedere maggiori informazioni sullo stress lavoro correlato e sui relativi servizi offerti dall'Istituto Miller.

Form di richiesta informazioni Stress Lavoro Correlato

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Tags: Miller Work

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