Assertività: saper comunicare in maniera efficace

 

Assertività: saper comunicare in maniera efficace

Dott.ssa Alessandra Basso e Dott.ssa Sara Franceschini

Il significato di "assertività"

I diversi contesti in cui quotidianamente ci troviamo a interagire richiedono la capacità di mediare fra le proprie ed altrui esigenze, tenendo presente i nostri obiettivi e interessi e bilanciandoli con quelli di chi abbiamo di fronte, ovviamente adattandoci all’ambiente e alla cultura in cui ci muoviamo e alle sue regole. Il riuscire ad essere assertivi nei diversi contesti della vita rappresenta una delle abilità che favoriscono il benessere personale e relazionale ed è quindi uno dei fattori protettivi per una buona salute psicologica.

Ma cosa significa essere assertivi? E soprattutto come esserlo nei diversi contesti di vita (lavorativo, relazionale, sentimentale...)?

Le basi dell’assertività sono fatte risalire ad Andrew Salter, studioso statunitense, che nel 1949 parlò per la prima volta di “assertiveness” definendola come un modello di comportamento interpersonale, capace di garantire non soltanto un livello di educazione nei rapporti tra le persone, ma contemporaneamente uno stato di benessere emotivo per coloro che lo mettono in pratica. 

Cosa intendiamo al giorno d'oggi quando parliamo di assertività?

Assertività: saper comunicare in maniera efficaceAd oggi la definizione non si distacca molto da quella del 1949 e una delle più comuni è quella di DeMuynck e Forster, i quali affermano che

l'assertività è la capacità di esprimere in modo chiaro e diretto le proprie opinioni, i propri bisogni e le proprie emozioni, cercando allo stesso tempo di non ledere l'altro, le sue idee e i suoi diritti.

Significa quindi sicuramente esprimere ciò che la persona sente e pensa, ma significa anche farlo in un certo modo, utilizzando modalità comunicative consapevoli e socialmente adeguate, sia dal punto di vista verbale che non-verbale, modalità che anche variano a seconda del contesto in cui ci si trova.

Utilizzare nelle comunicazioni uno stile assertivo non è, dunque, tanto quello di farsi valere, ma piuttosto quello di stare bene con gli altri, sentendosi liberi di manifestare ed esprimere ciò che si pensa e si prova, tenendo però conto dei medesimi diritti altrui.
L'essere assertivi significa quindi comunicare in maniera flessibile, affermando i propri punti di vista, senza prevaricare, né essere prevaricati:

è un punto di equilibrio tra l’aggressività e la passività. 

Viene infatti concepita come il punto medio ideale posto tra due estremi opposti: il polo aggressivo ed il polo passivo che vengono anche definiti come poli anassertivi. La persona che impiega uno stile aggressivo ottiene ed esprime ciò che vuole, che pensa e che sente, ma lo fa senza tener conto dell’altro, della sua sensibilità e dei suoi desideri; tende ad imporsi agli altri in modo rigido e inflessibile, costringendoli a seguirlo nei suoi bisogni. Le conseguenze negative per chi adotta questo stile sono spesso assai superiori a quelle positive: in particolare un progressivo isolamento sociale ed, inoltre, è associato a un'alta percentuale di insorgenza di patologie fisiche e/o di origine psicosomatica.

La persona passiva invece si è abituata ad assecondare i bisogni degli altri, soprattutto per timore del loro giudizio; talvolta vorrebbe dire di “no”, ma alla fine risponde “sì”, per il timore delle conseguenze e per il bisogno di accettazione; le conseguenze negative anche in questo caso sono molteplici: da un lato gli altri non attaccano il soggetto o non lo abbandonano, ma dall’altro la persona non riesce a soddisfare i propri bisogni (da qui l’insoddisfazione o i sintomi depressivi) e si sente sempre in balia delle decisioni altrui (da qui talvolta i sintomi ansiosi).

La comunicazione assertiva costituisce un metodo di interazione che si attua attraverso un comportamento partecipe, attivo e non in contrapposizione con l’altro; un atteggiamento responsabile, caratterizzato da piena fiducia in sé e negli altri, un comportamento completo che manifesta pienamente il proprio sé, funzionale all’affermazione dei propri diritti senza negare i diritti e l’identità dell’altro; un atteggiamento che non giudica e avulso da critiche non costruttive verso l’altro, ovvero senza pregiudizi; la capacità di comunicare i propri sentimenti in maniera chiara, diretta e onesta senza manifestare aggressività o essere minacciosi verso l'altro.

Pensare assertivamente

Date queste premesse, diventa chiaro che sviluppare un comportamento assertivo non vuol dire esclusivamente padroneggiare delle abilità sociali verbali e non verbali, imparare delle frasi o dei comportamenti, ma vuol dire anche ”pensare” assertivamente, avere uno sguardo assertivo su di sé, sugli altri e sulle relazioni. 

Per questo vengono fatti training ad hoc, in piccoli gruppi, al fine di privilegiare l’aspetto pratico del lavoro: non solo conoscenze teoriche, ma anche e soprattutto sperimentazione pratica e sviluppo di strategie. Questo training non ha solo applicazioni cliniche, come ad esempio per persone che soffrono di disturbi di ansia, ma può essere applicato anche in contesti organizzativi o di lavoro, può essere rivolto alle coppie o agli adolescenti.

È quindi una pratica adatta a chiunque desideri migliorare come stare con gli altri in modo sempre più adeguato, positivo ed efficace.

I gruppi assertivi sono un'esperienza utile e spesso piacevole: viene richiesto dal conduttore che i partecipanti si mettano in gioco per vincere le loro inibizioni e migliorare così la relazione con l’altro.

Sapere, per saper essere.

Sempre in merito al tema sull'assertività vi segnaliamo un nostro articolo, firmato dal prof. Emilio Franceschina, "Il Training di assertività e la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale"-

L'Istituto Miller e i training di assertività

L'Istituto Miller, tramite la sua area clinica, il "Miller Clinic", si occupa spesso del training di assertività, tanto che nel suo programma formativo non mancano mai workshop di approfondimento e corsi veri e propri. 

L'Istituto Miller ha organizzato il Corso “Dire di sì, dire di no: imparare a comunicare in modo efficace” - Training di Assertività per gli adulti con le dott.sse Alessandra Basso, Sara Franceschini e una analoga versione di training per bambin e bambine (vedi link in fondo).

Il training per gli adulti prevede 8 incontri con cadenza settimanale, della durata di 2 ore ciascuno, mentre quello per i bambini include due incontri in più.

Sono previste tre edizioni del training di assertività per gli adulti:

  • Ottobre – Novembre 2017
  • Gennaio – Febbraio 2018 (in fase di organizzazione)
  • Aprile – Maggio 2018 (in fase di organizzazione)

All'assertività e ai relativi training l'Istituto Miller ha dedicato queste pagine del suo sito:

Per altre informazioni rimandiamo invece alla pagina dei contatti dell'Istituto Miller.

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