Sessuologia: una questione di benessere

I diversi aspetti scientifici della sessuologia

dott.ssa Claudia Orlandazzi

I diversi aspetti scientifici della sessuologia

La sessuologia è una materia complessa e multidisciplinare che abbraccia ambiti quali la medicina, la biologia, la psicologia, l’antropologia, la sociologia e l’etologia. E’ una disciplina, quindi, che non si può definire autonoma, ma che necessita dell’integrazione di specialisti, di modelli e di tecniche.

Le scienze mediche e biologiche si occupano dello studio della sessualità normale e patologica dalla fase prenatale alle espressioni della sessualità nell’arco di tutta la vita utilizzando l’intervento sull’organismo o l’utilizzo di farmaci.

Antropologi e sociologi indagano l’interazione tra la sessualità e il contesto culturale in cui si esprime.

Il lavoro degli psicologi e psicoterapeuti che operano nell’ambito del benessere psicosessuale, invece, si concentra sugli aspetti relazionali e sulle disfunzioni sessuali in cui non si è riscontrata una eziologia su base organica.

Una disciplina moderna dalla storia antica

Lo sessuologia ha una lunga storia. Per tutto il 1800, fino alla fine delle due guerre mondiali, il concetto di normalità e anormalità del comportamento sessuale permeava di moralismo gli studi e le riflessioni in questo ambito (si pensi a concetti quali l’omosessualità, la masturbazione o le parafilie). Il primo manuale medico forense in cui venivano catalogate le disfunzioni sessuali, Psychopathia Sexualis, risale al 1886 ad opera dello psichiatra Richard Freiherr von Krafft-Ebing.

La fine delle due guerre mondiali segnò l’inizio di una serie di studi obiettivi e dell’utilizzo di una metodologia scientifica per l’indagine dei costumi e della fisiologia della sessualità umana. Tra i primi studi realmente oggettivi sulle abitudini sessuali si può citare la ricerca condotta da Alfred Charles Kinsey in America: grazie a migliaia di questionari anonimi, compilati sia da uomini che da donne, raccolse dati capaci di capovolgere stereotipi e pregiudizi riguardo alla masturbazione, alla frequenza dei rapporti sessuali, così come sull’omosessualità e sulle relazioni extraconiugali. I dati furono resi pubblici tra il 1948 e il 1953.

A partire dagli anni ’60 altri studi pionieristici sulla fisiologa del comportamento sessuale furono condotti da William Master e Virginia Johnson che grazie all’osservazione diretta e alla registrazione di centinaia di rapporti riuscirono a fornire una accurata descrizione delle fasi della risposta sessuale (desiderio, plateau, orgasmo e risoluzione) nell’uomo e nella donna.

La disamina delle varie edizioni del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (la prima edizione risale al 1952, l’ultima revisione è del 2013) permette di apprezzare, anche attraverso i cambiamenti terminologici e nella classificazione, il passaggio da una visione moralistica e allineata alla cultura sociale del tempo dei comportamenti sessuali ad una maggiore tolleranza e apertura nei confronti di comportamenti considerati atipici.

L’approccio scientifico e lo scardinamento di numerosi pregiudizi hanno consentito di giungere ad una visione bio-psico-sociale nello studio della sessualità umana. Questo modello prevede una strategia di intervento basata sull’individuo in tutte le sue componenti (fisiologica, psicologica, ambientale e spirituale) che ha come fulcro di interesse il benessere del soggetto inteso come uno stato armonico di salute che coinvolge tutti gli aspetti della vita, compresa la soddisfazione sessuale.

Quali sono i Disturbi Sessuali?

Classicamente i disturbi sessuali si suddividono in tre categorie:

  • le disfunzioni sessuali;
  • le parafilie;
  • i disturbi dell’identità di genere.

Le disfunzioni sessuali

Le disfunzioni sessuali riguardano i disturbi del desiderio (calo della libido), i disturbi dell’eccitazione (mancanza di lubrificazione e difficoltà di erezione), i disturbi dell’orgasmo (anorgasmia per le donne, eiaculazione ritardata o precoce nell’uomo) e i disturbi da dolore sessuale (dispareunia e vaginismo).

Le parafilie

Si definisce "parafilico" un comportamento che prevede un intenso interesse sessuale “diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti”. (APA 2013; trad. it. 2014, p. 686) (feticismo, masochismo e sadismo, pedofilia, frotteurismo e voyeurismo).

I disturbi dell'identità di genere

Il disturbo dell’identità di genere è caratterizzato dall’identificazione intensa e costante con il sesso opposto e da un forte malessere psicologico in relazione al proprio sesso biologico.

Cosa è cambiato con l’edizione del 2013 del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5)?

Nel 2013 la classificazione dei disturbi sessuali nel Manuale diagnostico abbandona, per la categorizzazione dei disturbi sessuali, le fasi della risposta studiate da Master e Jhonson e dalla Kaplan successivamente.

Le critiche a questo approccio (si veda Basson 2001), supportate dalle ricerche più recenti, mettono in evidenza come la linearità di questo modello sia in realtà troppo rigida e poco applicabile alla pratica clinica, così come risulta artificioso il totale parallelismo tra patologie maschili e femminili: nel DSM 5, infatti, vengono introdotte disfunzioni sessuali specifiche per genere.

Per il genere femminile il disturbo del desiderio sessuale e il disturbo dell’eccitazione sono stati riuniti nell’unica diagnosi di disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione femminile.

Per gli uomini, l’eiaculazione ritardata e precoce, prima indistinte nel disturbo dell’orgasmo , nell’ultimo manuale vengono considerati disturbi sessuali con criteri diagnostici specifici.

A causa della mancanza di un numero significativo di diagnosi e dei dati non univoci in ricerca, è stata abolita la diagnosi di avversione sessuale. Nei casi in cui si palesa una chiara fobia verso stimoli o situazioni sessuali si dovrebbe preferire la diagnosi di Fobia Specifica.

L’intervento sessuologico

Cosa fa esattamente uno psicoterapeuta esperto in sessuologia clinica? Una volta escluse le cause organiche della disfunzione sessuale da parte di un andrologo o di un ginecologo, il lavoro dello psicoterapeuta si può svolgere sia attraverso una consulenza, che con una vera e propria terapia del disturbo sessuale sia a livello individuale che di coppia.

La consulenza si svolge generalmente in un numero limitato di sedute e ha lo scopo di chiarire aspetti specifici richiesti dal cliente. I principali ambiti di intervento della consulenza sessuologica sono:

  • Lo sviluppo sessuale nell'età evolutiva;
  • La difficoltà di procreazione;
  • I problemi legati all’orientamento sessuale;
  • La sessualità nei disabili;
  • L’educazione sessuale;
  • Molteplici altri aspetti.

La terapia sessuale, in linea con il modello bio-psico-sociale, ha come obiettivo non solo la scomparsa del sintomo, ma anche il mantenimento del benessere psicosessuale sia a livello individuale, che affettivo e di coppia.

Il modello terapeutico cognitivo comportamentale delle disfunzioni sessuali

Dopo una prima fase di assessment, l’intervento prevede l’utilizzo di tecniche e compiti sia in seduta, che a casa. Il modello della psicoterapia cognitivo comportamentale, sin dai primi interventi messi a punto da Helen Kaplan negli anni 70, utilizza metodi studiati e provati scientificamente specifici per i diversi disturbi.

Il lavoro cognitivo è invece concentrato sulla ristrutturazione di cognizioni negative o errate riguardo la sessualità e sulla modificazione di abitudini mentali che ostacolano il benessere sessuale e relazionale.

L'Istituto Miller e i disturbi sessuali

L'Istituto Miller si occupa da sempre di sessualità e di disturbi sessuali, tanto che nel suo programma formativo non mancano mai workshop di approfondimento su questi temi così vivi ed attuali. Si è svolto il 18 marzo 2017 il workshop sulla "Dipendenza Sessuale e da cybersex" con il dottor Emiliano Lambiase, che abbiamo raccontato nell'articolo Pillole del workshop sulla dipendenza sessuale e da cybersex.

Per il 2 e 3 settembre 2017, invece, è in programma il Workshop ECM Identità sessuale e Disforie di Genere, mentre per il 30 settembre e 1 ottobre è programmato il Workshop ECM Attaccamento e sessualità.

Tutti i nostri workshop e convegni sono consultabili alla sezione dedicata, mentre uno schema degli eventi è presente alla pagina con il calendario dei workshop.

 

Tags: Approfondimenti, Disturbi sessuali

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