Omosessualità e pregiudizi: realtà e serie TV come Sense8

Il pregiudizio e l'omosessualità - serie TV Sense 8 e Netflix

dott.ssa Lucia Di Guida

“[…] la loro violenza era gretta e ignorante,
ma riprendeva ciò che erano loro.
La vera violenza, quella che ho riconosciuto
come imperdonabile, è la violenza
che facciamo a noi stessi quando abbiamo
troppa paura di chi siamo davvero.”
Nomi
(Tratto dalla serie TV "Sense8", prima stagione)

Dal 1973 l’omosessualità è stata eliminata dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), perdendo l’etichetta di disturbo mentale.
Questo cambiamento, voluto dall’American Psychiatric Association (APA), è stato il risultato di una lunga battaglia che per troppo tempo uomini e donne omosessuali hanno dovuto affrontare contro il mondo, e a volte anche contro se stessi.

Oggi, nel 2018, sembrerebbe che il pregiudizio sessuale stia diminuendo, ma spesso gli eterosessuali che riferiscono di avere pochi o nessun pregiudizio nei confronti degli omosessuali nutrono ancora sottili pregiudizi nei confronti di coloro che mostrano un orientamento sessuale diverso dal proprio.

Pregiudizio e omosessualitàDa omofobia a omonegatività

Lo studio di Kiebel, McFadden e Herbstrith (2017) ha indagato il pregiudizio implicito in un campione di 37 studenti universitari eterosessuali che hanno riportato poco o nessun pregiudizio sessuale, usando valutazioni implicite (Affect Misattribution Procedure - AMP) e misure psicofisiologiche.

Ai partecipanti sono state mostrate foto di coppie miste e coppie dello stesso sesso che si baciano.
Durante la proiezione delle immagini sono state registrate la conduttanza della pelle, la frequenza cardiaca e le risposte elettromiografiche facciali; i soggetti, poi, hanno valutato le foto attraverso i criteri di valenza, eccitazione e disgusto.

I risultati dello studio mostrano che il pregiudizio sessuale era evidente nelle valutazioni implicite (AMP) e nelle valutazioni esplicite di valenza e disgusto, ma non nelle risposte psicofisiologiche.

Il pregiudizio cognitivo

Questi risultati potrebbero suggerire che il pregiudizio implicito mostrato da giovani adulti che riferiscono bassi livelli di pregiudizio sessuale, potrebbe essere più cognitivo che emotivo, a differenza delle reazioni basate sulla paura comunemente descritte per il razzismo.

Per questo motivo, più che omofobia (paura o avversione per omosessuali o omosessualità), potrebbe essere forse più opportuno l’utilizzo della parola omonegatività, ovvero l’insieme di atteggiamenti, credenze e giudizi contro i gay (Slootmaeckers e Lievens, 2014).

Sicuramente occorreranno ulteriori ricerche per approfondire meglio le implicazioni di questi risultati, ma è ipotizzabile che un pregiudizio di tipo cognitivo possa essere incrementato da visioni e concetti socialmente e culturalmente (se di cultura si può parlare) condivisi.

In effetti sembrerebbe che, in seguito ai recenti cambiamenti sociopolitici, gli atteggiamenti negativi verso LGBT (Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender/ Transessuale) e le discriminazioni palesi (Herek, 2016) siano leggermente in declino negli Stati Uniti.

Ma il pregiudizio sessuale permane e non è un problema da sottovalutare.

Quale realtà?

Nel nostro Paese purtroppo, a livello sociale e politico, si discute spesso di posizioni e commenti elaborati solo in funzione dei propri valori e pregiudizi, e raramente elaborati con criterio e conoscenza dei processi alla base dello sviluppo dell'orientamento sessuale.

A volte, invece, i commenti pubblici si legano a leggi e normative, come le esternazioni, di giugno 2018, del ministro della famiglia Lorenzo Fontana le quali sono state pubblicamente contrastate, come si può ben ricordare, dal colosso delle serie TV Netflix.

Netflix vanta ormai un ventaglio di produzioni e titoli di varia natura sociale, tratta temi attuali nei quali ritroviamo storie di vita e di modernità con protagonisti di ogni nazionalità, età e orientamento sessuale.

La campagna "...non esistono" di Netflix

A giugno, in occasione dell'ultimo Gay Pride, l'intera città di Milano e le gallerie della metropolitana milanese si sono colorate di arcobaleni, poster, affissioni e gigantografie dei protagonisti e delle coppie omosessuali delle serie di Netflix. Una delle serie utilizzate è stata proprio la nota Sense8.

Nei cartelloni pubblicitari la didascalia provocatoria riportava i nomi di coppie omosessuali della serie e recitava, riprendendo le parole del ministro: “...non esistono”.

E in effetti quelle coppie ritratte, nella realtà, non esistono, sono solo personaggi di finzione. Non esistono nella realtà otto persone diversissime per cultura, religione, provenienza, orientamento sessuale, connesse telepaticamente grazie ad un elevato livello di empatia.

Ad esistere sono però le emozioni che questi sensate sono stati in grado di farci provare, la consapevolezza che non esiste solo il nostro personale modo di intendere un rapporto sentimentale o di amare, la capacità di empatizzare con chi sembra lontano dalle nostre concezioni.

Ad esistere nella realtà sono le persone, tutte diverse, che si rivedono nelle coppie ritratte nei cartelloni pubblicitari. Persone che occupano lo spazio che spetta a loro, e che spetta a noi, per gridare ancora più forte la propria esistenza.

Che venga ribadita scendendo in piazza, o tramite personaggi di finzione su giganti cartelloni pubblicitari, l'importante è continuare a contrastare l'omonegatività celebrando la diversità.

La verità è che loro esistono, ma soprattutto che non esiste un loro.
Loro siamo NOI.
E noi tutti siamo così, straordinariamente unici nelle nostre diversità.

La fermata della metropolitana di Milano Porta Venezia

Per visualizzare il video seguente "Netflix colora d'arcobaleno la metro di Milano in vista del Pride", è necessario cliccare su link "guarda questo video su YouTube" che appare dopo aver cliccato sulla freccia "play" rossa.

Bibliografia

  • Herek, G. M. (2016). A nuanced view of stigma for understanding and addressing sexual and gender minority health disparities. LGBT Health 3, 397–399. doi: 10.1089/lgbt.2016.0154
  • Kiebel, E. M., McFadden, S. L., & Herbstrith, J. C. (2017). Disgusted but not afraid: Feelings toward same-sex kissing reveal subtle homonegativity. The Journal of social psychology, 157(3), 263-278.
  • Slootmaeckers, K., e Lievens, J. (2014). Cultural capital and attitudes toward homosexuals: Exploring the relation between lifestyles and homonegativity. Journal of homosexuality, 61(7), 962-979.

Tags: Approfondimenti, Sessuologia clinica

 

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