Lo stereotipo del violento che ha subito violenza

Lo stereotipo del violento che ha subito violenza

Dott.ssa Simona Adelaide Martini, Psicologa Psicoterapeuta
Dott. Paolo Molino, Psicologo Psicoterapeuta

La reiterazione di comportamenti subiti

È innegabile che se una persona subisce violenza e ha vissuto nella propria infanzia relazione distorte, perverse, senza amore e accudimento, porterà ferite nel cuore e schemi nella mente che possono risultare altamente disfunzionali.

Bowlby, nella sua Teoria dell’attaccamento, aveva ben descritto l’idea per cui le tipologie di relazioni vissute nell’infanzia tendono a essere reiterate da adulti, se non elaborate adeguatamente (qualora distorte e disfunzionali).

Detto questo, cosa realmente contribuisce a generare una violenza come quella che spesso le donne subiscono da parte degli uomini?

Davvero la spiegazione sta nella semplice reiterazione di comportamenti subiti, in un’ottica di dissociazione dal trauma subito e di totale disinvestimento empatico dalla vittima?

Le vittime diventano per forza carnefici?

Certo è un pezzo della possibile spiegazione, ma, se fosse vero, le donne, le numerosissime donne che hanno subito violenza, dovrebbero essere altrettanto portatrici di violenza. E invece non è così.
Lo stereotipo del violento che ha subito violenzaLe donne che hanno subito abusi e violenza, che sono innumerevoli, dato che le statistiche dicono almeno la metà del totale, si ritrovano spesso nella stessa condizione di vittime, perseguitate, violentate, discriminate.

Forse alla base ci sono meccanismi psichici “di genere” che ci fanno muovere e reagire in modo diverso. In parte è vero, ma come si strutturano questi diversi meccanismi e dove trovano terreno fertile per diventare poi storie di vita e di violenza ripetute, con caratteristiche simili, che rimbalzano nei notiziari e ci fanno pensare a uno schema fisso?

L'humus culturale delle violenze

Il ruolo dell’humus culturale è fondamentale. Il modo in cui ci costruiamo degli spazi che diventano accessibili, mentre in altri momenti storici non lo erano.

Tecnicamente si chiama Super Io. Ovvero il genitore, il normatore interiore.

Come mai adesso è diventato concepibile? Negli ultimi 40 anni si è assistito ad un aumento della violenza consentita.

L’uso indiscriminato dei social network e della virtualità (intesa come la possibilità di essere chiunque voglia essere) hanno verosimilmente accelerato un processo di “svincolo culturale” che era già in atto.

La domanda da porci è come tornare indietro e riavvolgere il nastro del rispetto e della dignità. Non sembra che i media e gli attori istituzionali siano molto interessati a questa prospettiva.

Portare consapevolezza

Portare consapevolezza è veramente importante per creare un nuovo vocabolario per una nuova narrazione, dove il maschio si rende conto della valenza di determinati comportamenti.

In psicologia si parla di fattori di protezione e fattori di rischio, quello che si intende è che ci sono delle circostanze che favoriscono (non che rendono consequenziale) certi esiti.

L’esposizione alla violenza, l’essere maltrattati, abusati, rientrano tra i fattori di rischio rispetto all’agire violenza. Sottolineiamo la non consequenzialità.

La persona che agisce violenza spesso nega entità e quantità della violenza, minimizzandola; è fondamentale che ci sia una presa di responsabilità che sia senza se e senza ma.

La violenza è una dimensione tossica a prescindere, qualunque possa esserne la causa.

Istituto Miller e la Violenza e Discriminazione di Genere

locandina Master su Violenza e Discriminazione di Genere - Firenze 2019

Vi segnaliamo che l'Istituto Miller ha organizzato, con la direzione scientifica della dott.ssa Simona Adelaide Martini e del dott. Paolo Molino, il Master su Violenza e Discriminazione di Genere, per la sede di Firenze, da febbraio 2019.

Il Master su Violenza e Discriminazione di Genere fornirà strumenti di comprensione e di azione concreta grazie al contributo di professionisti di altissimo livello: sociologi, giornalisti, criminologi e psicoterapeuti daranno tutti il loro contributo ad una migliore comprensione per piantare un seme di cambiamento nella mentalità e nell'approccio a questo tipo di tematiche.

Altre informazioni sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Ulteriori dettagli si possono trovare alla pagina generale sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere, e anche alla pagina con il programma del Master su Violenza e Discriminazione di Genere.

Per informazioni legate a costi ed iscrizione rimandiamo alla pagina su iscrizione e costi del Master.

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.

Tags: Approfondimenti, Violenza e discriminazione di genere

 

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