La sindrome di Munchausen per procura

La sindrome di Munchausen per procura

Elisa Marin

Il Disturbo fittizio provocato ad altri appartiene nel DSM-5 alla categoria del Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati. Questo disturbo è noto anche con il suggestivo nome di sindrome di Munchausen per procura, dal nome da una persona realmente esistita nel XVIII secolo, il barone di Munchausen appunto, il quale era conosciuto soprattutto per la spiccata fantasia e l'umorismo delle sue storie non veritiere, che ispirarono addirittura una serie di racconti di grande successo.

Le persone che soffrono della Sindrome di Munchausen non sono dei semplici simulatori. Questi ultimi infatti simulano o esagerano la presenza di una patologia per ottenere vantaggi personali concreti (saltare il lavoro, evitare il servizio militare o un processo penale, avere un risarcimento pecuniario, ecc.). Chi presenta invece un Disturbo fittizio finge di avere una malattia organica o un trauma psicologico da curare, ma al mero scopo di attirare l'attenzione verso di sé ed essere accudito. Naturalmente questa curiosa forma di simulazione fa perdere molto tempo ai medici, che prima di arrivare ad una diagnosi devono escludere una vasta gamma di malattie.

Il Disturbo fittizio provocato ad altri, o sindrome di Munchausen per procura, è una particolare sfaccettatura di questo disturbo. In questo caso la figura di accudimento, cioè nella maggior parte dei casi un genitore (solitamente la madre), provoca volontariamente in un’altra persona di cui si prende cura (il più delle volte il figlio piccolo) una malattia organica o un danno fisico.

Possono esserci anche casi seriali, in cui nella stessa famiglia più figli si ammalano misteriosamente e contemporaneamente oppure, sempre intorno alle stesse età.

Il caso di Marybeth Roe Tinning

Il caso di omicidio infatile di Marybeth Roe Tinning -  La sindrome di Munchausen per procuraLe cronache giudiziarie, prima che cliniche, hanno presentato alcuni casi estremi di questa sindrome, come quello di Marybeth Roe Tinning, la quale negli anni settanta perse ben 9 bambini, 8 dei quali furono sicuramente uccisi.

Nel giro di 3 anni morirono 4 dei suoi figli, ma ciò non destò ancora nessun tipo di sospetto, le spiegazioni mediche andavano dall'infezione virale alle crisi cardiache, mentre in un caso fu diagnosticata la sindrome della morte improvvisa del neonato.

Negli anni successivi morirono altri 3 bambini, l'ultimo di questi Michael, di soli 3 anni, la cui morte venne definita per la prima volta molto sospetta (anche se poi la causa ufficiale fu un attacco di polmonite).

Il totale delle morti era dunque salito a 7.

La vera svolta arrivò nel dicembre del 1985 quando la piccola Timmi Lynne venne trovata svenuta nel lettino con una macchia di sangue sul cuscino: i soccorsi non bastarono purtroppo a salvarla. Marybeth fu arrestata e confessò l'omicidio dell'ultima figlia, e anche di altri 2 dei suoi bambini.

La modalità era sempre la stessa, soffocamento con un cuscino, mentre non confessò mai gli altri omicidi. Il disturbo fittizio per procura, in questo caso, sembra essere insorto in Marybeth, probabilmente, dalle forti attenzioni ricevute dopo la morte della prima bambina, la quale sembra l'unica dei 9 figli morta per morte naturale a causa di una meningite acuta. La tragedia della piccola figlia portò molta attenzione e compassione nei suoi confronti, esacerbando probabilmente un bisogno patologico di manifestazioni di questo tipo, cosa che la portò ad uccidere, uno dopo l'altro, anche gli altri figli.

Il caso di Kathleen Bush

Il caso di abuso infatile di Kathleen Bush - La sindrome di Munchausen per procuraIl caso di Kathleen Bush fece clamore negli Stati Uniti negli anni novanta. La signora Bush faceva ammalare la figlia di sette anni somministrandole sostanze tossiche e contaminando con materiale fecale la flebo che la alimentava.

La bambina ebbe ben 300 ricoveri ospedalieri e subì 40 interventi chirurgici, per un costo totale di oltre 2 milioni di dollari. Ciò che sembra aver spinto questa madre ad un comportamento tanto scellerato è il bisogno patologico di essere considerata una buona madre, instancabile nel provvedere ai bisogni della figlia.

Il caso della piccola Jennifer – prima che si scoprissero gli abusi della madre – ebbe una grande attenzione mediatica, poiché la signora Bush divenne una paladina della campagna per chiedere l’assistenza medica alle famiglie che ne sono prive (riuscì anche a farsi fotografare con Hillary Clinton). La donna fu condannata per i gravi abusi alla figlia a 5 anni di reclusione e la bambina fu data in affidamento.

Il caso di Lacey Spears

Il caso si abuso infatile di Lacey Spears - La sindrome di Munchausen per procuraLacey Spears è stata condannata a 20 anni di prigione per aver provocato la morte del figlio Garnett di 5 anni. Secondo l’accusa, fin da quando Garnett era molto piccolo, la madre aveva richiesto per il figlio il sondino nasogastrico, dicendo che non riusciva a trattenere il cibo; la Spears aggiungeva sistematicamente sale nel sondino del figlio per farlo star male. Secondo l’accusa – che aveva chiesto una condanna a 25 anni di reclusione – la signora Spears faceva tutto questo per ottenere attenzione mediatica (era solita postare su Facebook foto del bambino malato).

Nonostante venne negata la presenza di un disturbo mentale, il giudice parlò di sindrome di Munchausen per procura, condannandola a 20 anni di reclusione.

Come detto si tratta di tre casi estremi. Di solito le madri affette da questo disturbo mettono in moto un processo di convincimento per far credere al bambino di soffrire veramente di una malattia, possono anche arrivare a drogarlo, somministrargli sostanze nocive e velenose.

Le cause che possono portare a fare ciò sono svariate, dalla semplice crisi matrimoniale al bisogno di sentirsi importanti. Una cosa molto curiosa ha a che fare con alcune caratteristiche di queste madri: nell'immaginario comune possono essere viste come dei mostri, egocentriche e non curanti del prossimo, mentre tali madri sono tipicamente colte, talvolta con una formazione di tipo infermieristico o comunque sanitario (anche se non laureate), molto collaborative nei confronti dei dottori, pronte ad aiutarli esponendo con estrema precisione l'elenco dei sintomi del figlio. Appaiono come un esempio del genitore ideale, preoccupato e amorevole nei confronti del piccolo.

I bambini che sopravvivono a questa difficile situazione, una volta adolescenti tendono ad avere problemi pari, se non peggiori, a quelli che hanno subito abusi o maltrattamenti, con difficoltà nell'apprendimento e soprattutto nei rapporti sociali.

Tags: Approfondimenti, Sindrome di Munchausen, Abusi sui minori

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