Ipersessualità e cybersex addiction

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Dipendenza sessuale ipersessualità cybersex addiction

Dott.ssa Claudia Orlandazzi

Quando il sesso diventa tiranno

Parlare di dipendenze porta alla mente parole come droga, tabacco, alcool, cibo, ma negli ultimi anni si è imposto sulla scena scientifica e sociale un nuovo tipo di dipendenza: il sesso.

Quella della dipendenza sessuale è una diagnosi che molto spesso ha acceso dibattiti in ambiente accademico: alcuni modelli concettuali la accomunano alle dipendenze, altri al disturbo ossessivo compulsivo. Allo stato attuale per questa patologia non è ancora stata elaborata una definizione scientifica ufficiale: Darrel Regier, vice-presidente della task force del DSM-5, ha detto che “Anche se l’ipersessualità è stata proposta come una nuova dipendenza (…) non si è arrivati al punto in cui tutti erano pronti a chiamarla dipendenza”.

Alla luce del notevole aumento di casi, sono comunque numerosi i ricercatori che si dedicano allo studio di questa condizione. In realtà non si parla di nulla di nuovo: tra i primi a scriverne ci fu lo psichiatra Richard von Kraft Ebing nel suo “Psychopatia sexualis” alla fine del 1886 in cui l’ipersessualità veniva descritta come una condizione nella quale “l’appetito sessuale è intensificato in misura abnorme, al punto da permeare tutti i pensieri e i sentimenti [dell’ individuo] e da non consentire altri scopi nella vita”.

Negli ultimi decenni vari cambiamenti sociali e culturali hanno posto questo tema nuovamente all’attenzione di clinici e ricercatori.

Come si manifesta la sex addiction?

Secondo il dott. Emiliano Lambiase le caratteristiche che accomunano i soggetti con dipendenza sessuale possono essere distinte in principali e secondarie.

Le caratteristiche principali sono:

  • fantasie sessuali ossessive;
  • conseguenze negative collegate ai comportamenti sessuali;
  • fallimento nel tentativo di controllare i comportamenti sessuali;
  • ricerca reiterata e ricorsiva dei comportamenti sessuali nonostante le conseguenze negative;
  • carving.

Le caratteristiche secondarie sono:

  • centralità del comportamento ;
  • persistente perseguimento di comportamenti autodistruttivi e rischiosi;
  • dipendenza fisica (astinenza e tolleranza);
  • segretezza;
  • condotte di negazione;
  • contraddizione delle proprie convinzioni etiche.

Da un punto di vista fisiologico questi soggetti, nel momento in cui fantasticano su una futura attività sessuale, vivono un’alterazione neurochimica autoindotta in cui è coinvolto il sistema dopaminergico: questo determina un forte stato di euforia, ma anche una limitazione nella capacità di pensare in modo lucido e di prendere decisioni razionali. Nella dipendenza sessuale il soggetto si procura volontariamente un mutamento dello stato emotivo che gli consente di evitare e regolare sentimenti negativi come l’ansia, la preoccupazione, la tristezza o la solitudine.

Quali sono i comportamenti tipici del dipendente sessuale?

Diversi studi hanno messo in evidenza come determinati comportamenti nel sex addicted si manifestino in maniera compulsiva fino ad arrivare a intaccare aree importanti della vita della persona quali le relazioni interpersonali e lavorative e la vita sentimentale.

Nella maggior parte dei casi il disturbo si presenta con:

  • la masturbazione ossessiva;
  • la necessità di avere rapporti sessuali continui, anche a pagamento;
  • l’ esibizionismo sessuale;
  • il mettere in atto pratiche sessuali inconsuete;
  • l’ acquisto compulsivo di materiale pornografico.

Che origine ha questo disturbo?

Uno studio di Rory Reid del 2012 su 207 soggetti ha messo in luce che nel 54% dei casi l’esordio del disturbo sessuale avviene circa a 18 anni e nel 30% dei casi tra i 18 e i 25 anni. La presenza di abusi fisici e sessuali nell’infanzia risulta essere un fattore di rischio generico per l’insorgenza di dipendenze in età adulta: tra i soggetti con dipendenza sessuale l’82% riporta una storia di abuso sessuale e fino al 72% una storia di abuso fisico.

Un altro fattore di rischio è stato individuato nell’appartenere a famiglie rigide e ipercontrollate e che tendono ad avere atteggiamenti negativi nei confronti della sessualità. Altri studi hanno messo in relazione il sistema motivazionale dell’attaccamento e il sistema motivazionale sessuale ipotizzando che l’insorgenza di dipendenza sessuale in età adulta fosse da ricollegare a disordini nelle prime interazioni diadiche con i caregiver. In particolare la dimensione dell’evitamento riflette la capacità della persona di godere dell’intimità fisica ed emotiva con l’altro.

A tal proposito Bartolomew evidenzia l’esistenza nell’attaccamento evitante adulto di due pattern tipici: i dismissing avoidant -evitanti distanzianti- che sono spinti ad una esagerata autosufficienza a scopo autoprotettivo e i fearful avoidant -evitanti timorosi- che mettono in atto comportamenti anticipatori rispetto ad un futuro rifiuto. In queste strategie comportamentali, messe in atto al fine di negare i bisogni emotivi e relazionali di attaccamento, la sessualità viene scollegata dai sentimenti e non viene vissuta all’interno di una relazione intima.

Anche la dimensione dell’ansia nell’attaccamento risulta essere collegata con l’ipersessualità: in alcuni soggetti l’attività sessuale ha la funzione di ridurre lo stress, aumentare l’autostima e rassicurare circa la disponibilità del partner.

Che ruolo ha internet nell’amplificazione di questo fenomeno?

Vari clinici sostengono che la crescita del numero di persone dipendenti dal sesso, registrata negli ultimi decenni, sia strettamente correlata alla maggiore facilità di accesso e fruizione di materiale pornografico tramite la rete e i supporti informatici. Anche il “modello delle 3A”, ideato da Cooper (1998) prevede che Access (accessibilità), Affordability (economicità) e Anonimity (anonimato) siano i tre fattori che facilitino la ricerca di contenuti sessuali sul web.

Per i soggetti che hanno problemi con una sessualità compulsiva, il mezzo informatico è un catalizzatore che intensifica il comportamento problematico, ma anche in soggetti senza una precedente storia di ipersessualità internet può portare allo sviluppo della cybersex addiction ovvero la ricerca compulsiva di materiale pornografico online.

Quali sono le conseguenze dell’ipersessualità?

Se in una prima fase il dipendente dal sesso sperimenta solo emozioni positive, quali il sollievo e l’euforia, in breve tempo diviene incapace di scegliere e controllare i propri comportamenti sessuali riportando problematiche in diverse aree della vita.

Per questi soggetti la vita relazionale e intima si impoverisce progressivamente arrivando ad un vero e proprio isolamento emotivo. Le emozioni provate, a seconda dei casi, sono il senso di colpa, la vergogna, l’ansia e la depressione, sentimenti aggravati e intensificati dalle problematiche lavorative quali rallentamenti nella carriera o perdita del lavoro.

Da un punto di vista cognitivo, inoltre, il soggetto vive nell’impossibilità di controllare le proprie fantasie sessuali che divengono intrusive e disturbanti interferendo con le capacità attentive e di concentrazione.

Come si interviene?

Negli Stati Uniti dal 1976 è attiva la SLAA, acronimo di Sex and Love Addicts Anonymous che si occupa di dare supporto a persone dipendenti dal sesso secondo il modello dei Dodici Passi. Attualmente il modello terapeutico della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale risulta essere quello che dimostra maggior efficacia con questo tipo di pazienti.

Il trattamento generalmente include sedute di gruppo in cui vengono trattati i temi della colpa e della vergogna e sedute individuali in cui si aiuta il soggetto a tenere sotto controllo il comportamento dipendente. In alcuni casi è prevista una integrazione farmacologica alla psicoterapia per alleviare i sintomi dell’ansia e della depressione.

Istituto Miller e dipendenze comportamentali

L'Istituto Miller dedica ampio spazio alle "addiction", le dipendenze, che sono state il tema guida per il 2015 al Miller: Il Tema: What is your addiction? Il Miller propone per il 2017 anche un Master di II livello sulle nuove dipendenze, cui abbiamo dedicato alcune pagine:

Ricordiamo anche l'articolo del dottor Emanuele Palagi Dipendenze comportamentali e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

A proposito dell'Istituto Miller

Istituto Miller, istituto di psicologia e psicoterapia cognitivo comportamentale, ha un'area clinica composta da numerosi Psicoterapeuti, ognuno dei quali con precipue specializzazioni per il trattamento di ogni tipologia di disturbo psicologico. Per avere informazioni di dettaglio, è possibile inviare un messaggio tramite il form sottostante, oppure tramite la nostra pagina dei contatti.


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Tags: Approfondimenti, Dipendenze, Disturbi sessuali

 

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