Il movimento #MeToo contro violenze e abusi

Il movimento #MeToo contro violenze e abusi

Dott. Paolo Molino, psicologo-psicoterapeuta

Stessa lingua, stesse parole, diversi sentire

Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto. (
LUIGI PIRANDELLO)

Quando si tratta di parole, stiamo parlando dello strumento fondamentale che ci permette di comunicare tra noi. Per esempio è difficile capire cosa voglia dire universalmente il termine "trauma", oppure "abuso". Ognuno ne ha una nozione individuale.

Se parlo di "abuso", per esempio, subito penso all’abuso sessuale, dove sono coinvolti una bambina ed un adulto, e mi perdo tutti gli abusi psicologici, emotivi, e di altra natura che in realtà esistono e sembrano meno eclatanti. Sembrano.

Come mai le parole sono tanto importanti?

Perché costruiscono la narrazione, sociale ed individuale, di quello che accade; se classifico qualcosa come spiacevole o piacevole, avrà esiti diversi nella narrazione della mia giornata, e mi permetterà di accedere (o non accedere) a determinate emozioni.

Quando si tratta el senso delle parole, penso per esempio al termine "narcisismo", che ha permesso a migliaia di persone di accorgersi che la loro vita non andava bene come era e che potevano desiderare e provare a cambiarla. E questo grazie alla diffusione di una parola ed al concetto ad essa associato. Una narrazione culturale è cambiata.

un'altra parola che mi viene in mente è #metoo , che in realtà più che una vera e propria "parola" è un hashtag: chi legge mi perdonerà se faccio rientrare gli hashtag tra le parole, ma io credo che almeno alcune possano esserlo di diritto, dal momento che definiscono le narrazioni e le determinano.

Il movimento #MeToo

Il movimento #MeToo contro violenze e abusi - Alyssa MilanoIl movimento "Me Too" (noto direttamente come "#MeToo", o anche con diciture alternative in altre lingue) è un movimento di matrice femminista incentrato sulla lotta alle molestie e alle violenze subite dalle donne, soprattutto sul posto di lavoro, e che si è diffuso come hashtag in modo virale sui social media a partire dall'ottobre 2017, dopo le rivelazioni pubbliche di accuse di violenza sessuale contro Harvey Weinstein, noto produttore cinematografico statunitense.

L'espressione Me Too è stata usata per la prima volta in questo contesto da Tarana Burke nel 2006 ed è stata resa popolare da Alyssa Milano quando ha incoraggiato le donne a usarla su Twitter per "dare alle persone un'idea della grandezza del problema".” (fonte Wikipedia).

Ha permesso a migliaia di donne di “accorgersi” che ci sono comportamenti e condotte che non sono appropriati e soprattutto che non vanno subiti passivamente e acriticamente.

Ne è scaturita un’ondata di indignazione e una presa di coscienza che sono importantissime nel ridefinire i confini di genere, ovvero quali sono gli spazi che uomini e donne possono reciprocamente prendersi.

La sottile linea tra corteggiamento e molestia

Il movimento #MeToo contro violenze e abusiSiamo ancora ad uno stato liquido della situazione.
“Qual è la linea tra corteggiamento e molestia?” per dirne una.
Credo tuttavia che sia importante porsi la domanda per trovare quale possa essere la danza relazionale con l’altro. La strada da fare è ancora molta ma ho fiducia nei molti uomini e donne che si stanno chiedendo quali siano i loro confini emotivi e fisici di comodità.

Personalmente ho potuto capire l’importanza del #metoo soltanto recentemente. Confrontandomi con una paziente americana sul tema delle molestie, mi ha spiegato che negli USA molto spesso la richiesta di attenzioni fisiche (sesso orale, petting, sesso) è fatta verbalmente senza troppo indugiare; le ragazze si trovano costrette a dire un no che deve poi tenere di fronte all’insistenza dell’interlocutore maschio. E capita che pur di non essere importunate oltre, talvolta arrivino persino a dire di sì.

Mi rendo conto come possa essere facile obiettare “ma perché non vai via?”. Credo che il meccanismo di manipolazione e sudditanza psicologica sia più sottile e vada compreso meglio: purtroppo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, e il tuo "no", chiaro e lapalissiano per chi conosce i confini propri e quelli degli altri, suona invece come "sì" all'orecchio di chi ascolta solo le sue pulsioni in barba al rispetto per la donna e per le sue scelte.

Istituto Miller e la Violenza e Discriminazione di Genere

locandina Master su Violenza e Discriminazione di Genere - Firenze 2018

L'Istituto Miller ha organizzato, con la direzione scientifica della dott.ssa Simona Adelaide Martini e del dott. Paolo Molino, il Master su Violenza e Discriminazione di Genere, per la sede di Firenze, da ottobre 2018.

Il Master darà degli strumenti di comprensione e di azione concreta grazie al contributo di professionisti di altissimo livello: il CIPM (centro italiano per la promozione della mediazione), sociologi e giornalisti, psicoterapeuti daranno tutti il loro contributo ad una migliore comprensione per piantare un seme di cambiamento nella mentalità e nell'approccio a questo tipo di tematiche.

Altre informazioni sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Ulteriori dettagli si possono trovare alla pagina generale sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere, e anche alla pagina con il programma del Master su Violenza e Discriminazione di Genere.

Per informazioni legate a costi ed iscrizione rimandiamo alla pagina su iscrizione e costi del Master.

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.


 

Illustrazione © zoe.chaan, illustratrice per Made In Magic, Web Agency Milano. Potete seguirla su: Instagram e Facebook.

Tags: Approfondimenti, Violenza e discriminazione di genere

 

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