Giochi da maschio e giochi da femmina: uscire dagli stereotipi

Giochi per femmine e maschi (stereotipi di genere)

Dott.ssa Simona Adelaide Martini – Psicologa Psicoterapeuta
In collaborazione con il dott. Paolo Molino - Psicologo e Psicoterapeuta

Gli stereotipi di genere in età evolutiva

Partiamo con un quesito importante, così da coinvolgere attivamente, fin da subito, lettrici e lettori:

È possibile educare i propri figli e le proprie figlie fuori dagli stereotipi di genere?

Provo a dare una prima risposta io: è sicuramente possibile tanto quanto è sicuramente arduo.

Vorrei in questo articolo soffermarmi e approfondire uno specifico tema che riguarda gli stereotipi di genere a partire dall’infanzia. Parliamo di segregazione di genere nel campo ludico-didattico.

La separazione inizia nel negozio di giocattoli

Sarebbe sufficiente uscire di casa e recarsi in un qualsivoglia negozio di giochi, per rendersi immediatamente conto della separazione netta tra i giochi dedicati alle bambine e quelli dedicati ai bambini. Innanzitutto, sono dislocati in due luoghi diversi, così come per l’abbigliamento.

Presumibilmente chi ha pensato a questa scissione ha temuto che qualcuno potesse confondersi e fare confusione. Ha forse ritenuto moralmente deplorevole e pericoloso che un bambino prendesse in braccio una bambola, o che una bambina giocasse con un elicottero: sarebbe a tutti gli effetti il principio di una rivoluzione che vedrebbe maschi e femmine come persone differenti biologicamente, ma con uguali possibilità di esprimere sé stessi e i propri desideri.

Stereotipi di genere: giochi per femmine e maschiQualcuno motiva attraverso la teoria delle preferenze, o tendenze legate al genere. Della serie: i maschi sono più portati a giocare con oggetti dinamici e legati a forza e potenza, le femmine ad accudire, farsi belle ed essere gentili.

Superare il condizionamento

Per un attimo facciamo finta che, per ragioni antropologiche e geneticamente apprese sia così: perché non lasciare che queste caratteristiche emergano naturalmente, spontaneamente e liberamente?
Perché indirizzarle e condizionarle?

Viene quasi da pensare che forse non per tutte e tutti sia proprio così. E viene anche da pensare che uscire da schemi culturali, aspettative e richieste sociali sia considerato un problema.

Permettere a un maschio di praticare sin da piccolo l’esercizio dell’empatia e dell’accudimento lo renderebbe fragile e vulnerabile (leggi poco potente, virile e aggressivo).

Lasciare che una bambina giochi con macchinine, oggetti elettronici, dinosauri e coltelli smuoverebbe una parte violenta e despotica (leggi poco incline a essere sottomessa e a scegliere autonomamente il proprio ruolo nella società).

I rischi per funzioni cognitive, relazionali e sociali

Esistono numerose ricerche che si sono occupate degli effetti dei giocattoli pensati specificatamente per un genere, sulle competenze nell’infanzia (Judith Elaine Blakemore e Jeffrey Trawick-Smith, per citarne due). I risultati convergono tutti in una conclusione che oltre a intristire, è anche preoccupante:

I giochi fortemente tipizzati in base al genere limitano le funzioni sia cognitive che relazionali e sociali dei bambini e delle bambine.

Fondamentalmente questo tipo di giochi imprigiona psichicamente i maschi e le femmine, relegandoli a ruoli precostituiti e non autenticamente sentiti e scelti, obbligandoli a rientrarvi per tutto il resto della vita.

La conseguenza è una società che ancora vede le donne come angeli del focolare domestico, fattrici di figli, relegate a ruoli professionali limitati alla cura o all’esposizione del proprio aspetto fisico.

Per gli uomini, invece, il diktat è essere potenti, competitivi, danarosi, in possesso di oggetti status-symbol che esprimano traguardi sociali importanti e visibili.

Insomma, la nota dinamica maschile-femminile di dominanza/sottomissione che ben conosciamo e i cui esiti sono ormai evidenti a livello di squilibrio salariale, opportunità lavorative, discriminazione in ogni area della società, violenza, femminicidio.

Superare lo schema sociale imposto

Come un genitore può scansare questa imposizione dettata da marketing e richiesta di un’adesione allo schema sociale imposto?

Semplicemente lasciando liberi i propri figli e le proprie figlie di scegliere, accompagnandoli alla scoperta di tutto ciò che possono esplorare e sperimentare, sospendendo il giudizio quando esprimono sé stessi anche in modo non conforme ai modelli proposti, stando loro molto vicini e con molta intelligenza e sensibilità, perché la strada di chi si discosta dalle regole imposte è certamente più complessa e con più ostacoli.

Ma il traguardo è quello che conta, no? E, soprattutto, il fatto di esserci arrivati con le proprie forze, i propri desideri, le proprie aspettative e inclinazioni.

Buona ribellione a tutte (e tutti).

Istituto Miller e la Violenza e Discriminazione di Genere

locandina Master su Violenza e Discriminazione di Genere - Firenze 2019

Vi segnaliamo che l'Istituto Miller ha organizzato, con la direzione scientifica della dott.ssa Simona Adelaide Martini e del dott. Paolo Molino, il Master su Violenza e Discriminazione di Genere, per la sede di Firenze, da febbraio 2019.

Il Master su Violenza e Discriminazione di Genere fornirà strumenti di comprensione e di azione concreta grazie al contributo di professionisti di altissimo livello: sociologi, giornalisti, criminologi e psicoterapeuti daranno tutti il loro contributo ad una migliore comprensione per piantare un seme di cambiamento nella mentalità e nell'approccio a questo tipo di tematiche.

Altre informazioni sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Ulteriori dettagli si possono trovare alla pagina generale sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere, e anche alla pagina con il programma del Master su Violenza e Discriminazione di Genere.

Per informazioni legate a costi ed iscrizione rimandiamo alla pagina su iscrizione e costi del Master.

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.

Tags: Approfondimenti, Età Evolutiva, Violenza e discriminazione di genere

 

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