L’effetto antidepressivo della deprivazione del sonno

L’effetto antidepressivo della deprivazione del sonno

Irene Slongo

Deprivazione del sonno parziale o totale

I farmaci antidepressivi sono il più comune trattamento per la depressione, ma i loro effetti terapeutici non si presentano in tutti i pazienti: si manifestano lentamente e spesso richiedono varie settimane prima di portare miglioramenti.

La deprivazione acuta del sonno è, invece, un trattamento non-farmacologico conosciuto da più di 30 anni, che produce un miglioramento dei sintomi depressivi in sole 24 ore.

Da quando è stato scoperto l’effetto antidepressivo della deprivazione ipnica, sono state studiate e confrontate tra loro le tipologie di deprivazione più efficaci: quella totale (deprivazione del sonno per 36 ore consecutive) e quella parziale (che implica dormire soltanto 3-4 ore a notte).

Inoltre, la privazione del sonno è stata esplorata come potenziale trattamento sia per la depressione unipolare che per la depressione bipolare, risultando ugualmente efficace. Tuttavia, revisioni più recenti hanno mostrato che la deprivazione del sonno potrebbe essere un trattamento più fruttuoso per il disturbo bipolare e hanno riportato effetti comparabili tra deprivazione totale e parziale, con un risultato leggermente migliore per la deprivazione totale. Ad ogni modo, nessuna formale meta-analisi quantitativa era stata ancora condotta.

Un'analisi quantitativa degli effetti antidepressivi della deprivazione del sonno

Lo studio “Meta-analysis of the antidepressant effects of acute sleep deprivation”, condotto da Elaine M. Boland, Hengyi Rao, David F. Dinges, Rachel V. Smith, Namni Goel, John A. Detre, Mathias Basner, Yvette I. Sheline, Michael E. Thase e Philip R. Gehrman, pubblicato nel 2017 sulla rivista “The Journal of Clinical Psychiatry”, vuole fornire un’analisi quantitativa degli effetti antidepressivi della deprivazione del sonno in campioni di soggetti depressi, che possa valere come complemento alle revisioni qualitative già presenti in letteratura.

In questa meta-analisi è stata computata l’efficacia complessiva, tra gli studi esaminati, della deprivazione ipnica e sono stati analizzati altri aspetti, come l’influenza del tipo di deprivazione (totale vs. parziale), della natura del campione clinico (de unipolare, bipolare o combinate), dell'assunzione di farmaci, dell'età e del genere del campione.

In più, gli autori hanno tenuto conto delle diverse concezioni di risposta al trattamento presenti negli studi, poiché manca ancora una definizione condivisa di “adeguata risposta al trattamento” per la privazione del sonno.

Per realizzare questa meta-analisi sono stati raccolti, attraverso i database di PubMed e PsycINFO, molti studi in lingua inglese sull'induzione sperimentale della deprivazione del sonno in campioni di persone con depressione. Successivamente, sono stati esclusi gli articoli che non rispondevano ai criteri di inclusione, che sono: aver indotto sperimentalmente la privazione del sonno, avere riportato le percentuali del campione che ha risposto al trattamento, avere fornito a priori la definizione di “risposta antidepressiva” e non avere combinato la deprivazione del sonno con un'altra terapia (come la cronoterapia o la stimolazione magnetica transcranica ripetuta).

Il campione analizzato

L’effetto antidepressivo della deprivazione del sonnoGli studi inclusi in questa sintesi quantitativa sono 66, i quali sono stati rivisti e da cui sono stati estratti i dati sulla grandezza del campione, sulla distribuzione d'età media e di genere, sul numero e sulla percentuale dei rispondenti e dei non rispondenti, sulla tipologia di deprivazione (totale o parziale), sul tipo di campione (depressione unipolare, bipolare o mista), sullo status di assunzione di farmaci, sulle misure dei sintomi depressivi usate dopo la terapia e sulla definizione di risposta antidepressiva.

La numerosità campionaria dei 66 studi varia tra i 6 e gli 80 soggetti, con una media di 22,81 e deviazione standard 14,14. Inoltre, tutte le ricerche sono state condotte tra il 1976 e il 2012, l'età media dei partecipanti è 45,9 anni (DS= 15,54 anni) e la proporzione di donne è in media del 60% (DS=29%).

La risposta complessiva alla deprivazione del sonno risulta essere del 45% tra gli studi che hanno usato un gruppo di controllo randomizzato e del 50% tra quelli che non lo hanno usato.

Una deprivazione del sonno non influenzabile

Ciò indica che questo trattamento è efficace nella rapida riduzione dei sintomi depressivi in circa la metà dei pazienti depressi. In aggiunta, la risposta alla deprivazione del sonno non sembra influenzata in modo significativo dal tipo di privazione del sonno sperimentata, dalla natura del campione clinico, dall'assunzione di farmaci, dalla definizione di risposta al trattamento usata o dall'età e dal genere dei soggetti.

Dunque, qualsiasi fosse la risposta quantificata, il tipo di deprivazione del sonno e il tipo di depressione, il trattamento ha fornito risultati all’incirca equivalenti, anche se non è chiaro se i soggetti con alcuni tipi di depressione o di disturbo bipolare siano più o meno responsivi alla deprivazione del sonno e se altre caratteristiche dei pazienti possano influenzare la risposta al trattamento.

La deprivazione del sonno rimane, quindi, uno dei più rapidi trattamenti antidepressivi, con una remissione dei sintomi in circa il 50% dei pazienti.

Ciò nonostante, non è stata adottata in modo diffuso come trattamento clinico, poiché la ricerca mostra che i miglioramenti vengono tipicamente persi dopo una notte di sonno e più dell’80% di coloro che rispondono alla privazione del sonno hanno una ricaduta. 

Per tale motivo, alcuni studi hanno cercato un modo per prolungare questo effetto, ad esempio combinando la deprivazione del sonno con la cronoterapia.

Combinazione con la fototerapia

Tuttavia, una recente meta-analisi sugli effetti della terapia della luce (abbiamo parlato di questo argomento nell'articolo sulla fototerapia) da sola o combinata con la deprivazione del sonno, evidenzia che la Light Therapy aumenta la severità della malattia in individui con disturbo bipolare e nessuna meta-analisi è stata fatta sui soggetti con depressione unipolare.

Questi risultati suggeriscono il bisogno di studi futuri su un modo per mantenere gli effetti della deprivazione di sonno nel tempo, sulla natura fenotipica di questa risposta antidepressiva, sui meccanismi neurobiologici di azione e su una più comprensiva valutazione dei potenziali predittori di successo del trattamento, per identificare i pazienti con maggiore probabilità di ottenere validi benefici da questa terapia.

Bibliografia

Boland, E. M., Rao, H., Dinges, D. F., Smith, R. V., Goel, N., Detre, J. A., ... & Gehrman, P. R. (2017). Meta-Analysis of the Antidepressant Effects of Acute Sleep Deprivation.

Tags: Attività di ricerca, Approfondimenti, Disturbi del sonno, Ricerche transculturali, Depressione, ADHD

 

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