DSA, Disturbi Specifici dell'Apprendimento - Aspetti motivazionali


DSA disturbi specifici dell'apprendimento - Aspetti motivazionali

Dott.ssa Lorena Torresan

Che p**le studiare!
Aspetti emotivo-motivazionali e DSA

La domanda che genitori, insegnanti e educatori spesso non si pongono di fronte a un bambino svogliato nei confronti dello studio è: ma perché mai i bambini dovrebbero aver voglia di studiare?
E ancora prima: ma si nasce o no motivati allo studio?
No, non si nasce motivati allo studio. La motivazione va coltivata.

Il processo di apprendimento è un percorso complesso che si basa sulla proficua interazione di almeno tre importanti gruppi di variabili:

  • la presenza di adeguati strumenti cognitivi;
  • la proposta da parte dell'ambiente di stimoli idonei;
  • una buona motivazione ad apprendere.

A parità di strumenti cognitivi e di offerta formativa didattica, quindi, la presenza o meno di una buona motivazione allo studio e all'apprendimento è in grado di fare la differenza. Non va pertanto intesa come un dato acquisito a priori, ma come una strada da percorrere con un obiettivo da raggiungere.

Non esiste un solo tipo di motivazione. Possiamo infatti distinguere tra motivazioni intrinseche e motivazioni estrinseche.

La motivazione estrinseca avviene quando un alunno si impegna in un'attività per scopi che sono estrinseci all'attività stessa, quali, ad esempio, ricevere lodi, riconoscimenti, buoni voti o per evitare situazioni spiacevoli, quali un castigo o una brutta figura.

La motivazione intrinseca, al contrario, avviene quando un alunno si impegna in un'attività perché la trova stimolante e gratificante di per sé, e prova soddisfazione nel sentirsi sempre più competente.

Le motivazioni estrinseche sono le prime a comparire e benché utili sempre, sono fondamentali nelle prime fasi di approccio allo studio. Le motivazioni intrinseche infatti compaiono solo successivamente e, purtroppo, se nelle prime fasi di apprendimento le motivazioni estrinseche non hanno fornito una base sufficiente, possono non comparire mai. L'aver sviluppato motivazioni intrinseche è fondamentale affinché si instauri un buon processo di apprendimento e un buon atteggiamento nei confronti dello studio.

Spesso purtroppo l'esperienza scolastica di un bambino con DSA è caratterizzata da insuccessi a fronte di notevoli sforzi, insuccessi che non sempre vengono correttamente interpretati dagli adulti. Non sono rari i bambini DSA sgridati, se non puniti, per il loro scarso impegno, perché dovrebbero fare di più. I bambini a questo punto cercano di difendersi come possono: evitano il compito, cercano di aggirarlo, chiedono aiuto, fanno resistenza passiva. Il risultato è che viene meno la motivazione allo studio ma, ancora peggio, viene meno la fiducia nelle proprie capacità e si abbassa l'autostima.

L'autostima è la valutazione che ciascuna persona fa rispetto a se stessa, il giudizio relativo al proprio valore personale che ognuno dà di sé. Nel caso di bambini con DSA può succedere che a fronte di una prolungata incapacità di superare le proprie difficoltà di apprendimento, a cui si somma l'impossibilità di raggiungere risultati positivi, l'autostima per le proprie capacità scolastiche si abbassi.

L'autostima è una dimensione complessa e si manifesta in ambiti differenti, a volte indipendenti tra di loro. Può quindi succedere che una bassa autostima per le abilità scolastiche rimanga soltanto tale. Può però succedere che alla bassa autostima scolastica si vadano a sommare insuccessi sperimentati anche in altri ambiti di vita (ad esempio a scuola, dove uno scarso rendimento scolastico può accompagnarsi con una difficoltà di relazione con i pari). In questi casi il bambino frequentemente arriva ad una valutazione di sé generale completamente negativa.

Come possiamo accorgerci di una tale situazione di disagio sperimentata da un bambino?

Il disagio può manifestarsi con:

  • Disturbi del comportamento: “Chi me lo fa fare di stare attento?”;
  • Atteggiamenti di disinteresse: “A me che mi frega della scuola?”;
  • Chiusura in se stessi: “Tanto non sarò mai in grado”.

Le emozioni negative sperimentate da questi bambini possono essere: frustrazione, ansia, rabbia, depressione.

In conclusione, troppo spesso i bambini con DSA sviluppano una cattiva immagine di sé, perdono la fiducia delle loro possibilità di miglioramento, finiscono per credere che non ci siano soluzioni ai loro problemi, e questo produce comportamenti poco orientati al cambiamento.

“Tanto non sarà mai bravo a leggere!”

È però possibile intervenire per tempo affinché questi problemi non si verifichino. Con un intervento multidisciplinare e multifocale che coinvolga professionisti della riabilitazione, psicologi, insegnanti e genitori è possibile prevenire o eventualmente risolvere (se già comparse) tali difficoltà.

3 weekend di formazione intensiva sui DSA

L'istituto Miller, ha in programma alcuni weekend di workshop dedicati ai DSA, che si propongono di formare le principali figure professionali, Medici, Psicologi, Neuropsichiatri Infantili, Logopedisti, Psicomotricisticoinvolte nel trattamento di questi disturbi. Inoltre, potranno iscriversi anche Insegnanti e Pedagogisti.

Di seguito i link ai 3 weekend formativi, cui è possibile iscriversi singolarmente.

Quote di partecipazione per tutti e 3 i weekend

Per chi desidera partecipare a tutti e 3 i workshop, sono previste le seguenti tariffe:

  • Quota standard: 540 euro -> 480 euro fino al 15 aprile 2017;
  • Soci AIAMC: 420 euro -> 360 euro fino al 15 aprile 2017; 
  • Studenti universitari, allievi ed ex-allievi dell'Istituto Miller: 240 euro -> 180 euro fino al 15 aprile 2017.

Per iscriversi a tutti e 3 i weekend è possibile utilizzare il form con pagamento via bonifico bancario da questa pagina: Workshop ECM - Tutto sui DSA: Disturbi specifici dell'apprendimento.

Per maggiori informazioni, per avere l'aiuto di un terapeuta, o per un consiglio per casi clinici, rimandiamo invece alla nostra pagina dei contatti.

Tags: Approfondimenti

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