Drunkoressia: alcol e disturbi alimentari

Drunkoressia alcol e disturbi alimentari negli adolescenti

Dalla formula “mangia & bevi” a quella “bevi & non mangiare”

Dott.ssa Lucia di Guida

Giovani e stili di vita

Nella nostra cultura mangiare e bere rappresentano qualcosa di più della sola soddisfazione dei bisogni primari. Ritrovarsi per consumare pasti o bevande, infatti, è un’occasione sociale di condivisione. L’happy hour, ad esempio, rappresenta un consolidato momento di aggregazione. Nelle maggiori città italiane è molto richiesto l’apericena.

La consuetudine di preferire l’apericena è diffusissima soprattutto tra i giovani e gli studenti fuori sede. Al costo di un solo drink, infatti, ci si può permettere una vera e propria cena (dall’antipasto all’assaggio di dolci) servendosi individualmente a un buffet, croce per chi soffre di ansia sociale e imbarazzato rinuncia ai “bis” per non alzarsi dal tavolo, e delizia per coloro che si lanciano in lunghe “abbuffate” trasformando i piattini in piramidi.

Anche il classico aperitivo non tramonta mai. In Italia vi è un vero e proprio culto tra i giovani che si ritrovano, almeno nel week end, a sorseggiare cocktail che hanno ormai superato i confini regionali come lo Spritz, il Bellini e il Rossini.

Purtroppo, però, ciò che preoccupa è la diffusione di pratiche pericolose nel consumo di cibi e bevande. Spesso l’uso si trasforma in abuso o in taluni casi anche in “disuso”, eliminando l’introduzione di componenti necessarie al normale funzionamento del nostro organismo.

Dall’uso all’abuso di alcol

Il consumo di uno o due cocktail a settimana non rappresenta un dato preoccupante. Spesso, però, l’aperitivo diventa solo l’antipasto alcolico di una successiva carrellata di bicchieri e flûte. Non ci si ferma al “primo giro”, troppo breve quando si ha voglia di continuare a condividere chiacchiere in compagnia di amici, e si continua, così, il giro di aperitivi.

Lo stesso vale per la bevuta post cena. Un drink sembra non bastare più, soprattutto quando si preannuncia una lunga nottata in discoteca o quando ci si imbatte in locali che offrono formule stile supermercato del “3x2” sui drink o il “tutto a 1 euro” degli shot. 

Questi dati sono molto preoccupanti considerando che il consumo di alcol si sta diffondendo via via sempre più nelle fasce di età inferiori; i primi contatti con l’alcol, infatti, avvengono durante gli anni della scuola media. Questi nuovi stili di vita, a volte molto precoci, concorrono alla diffusione dei danni alcol–correlati e all’instaurarsi di abitudini alimentari scorrette.

Alcol e abitudini alimentari scorrette: la drunkoressia

Negli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato un’associazione tra uso di alcol e abitudini alimentari non salutari. I giovani, in funzione del programma della serata, regolano il loro comportamento alimentare. Una delle nuove tendenze tra i più giovani, infatti, è la drunkoressia.

I ricercatori hanno identificato in questo modello di comportamento alimentare specifico una tendenza degli individui a mangiare poco, fino ad arrivare anche a digiunare, per poter assumere forti quantità di alcolici (da qui infatti l’origine del nome drunk + oressia).

Con il termine "drunkoressia", quindi, gli studiosi descrivono i comportamenti compensatori inappropriati ricorrenti (ad esempio, il digiuno e il vomito auto-indotto) per evitare l'aumento di peso dato dall’abbondante consumo di alcol. Diversi studi hanno indagato la prevalenza di questi comportamenti tra i più giovani, ma solo pochi hanno testato se questo modello di comportamento è più fortemente legato all'uso di sostanze o ai disturbi alimentari. Queste conoscenze possono essere rilevanti per implicazioni future nel campo di ricerca sui disturbi alimentari e sull’abuso di sostanze.

La drunkoressia è un disturbo alimentare misto ad alcolismo e, seppur non classificato ancora in una precisa etichetta diagnostica nel DSM 5, rappresenta un problema alimentare clinicamente significativo. 

I drunkoressici preferiscono rinunciare a uno spuntino e persino a un pasto completo, tagliando così le calorie che poi ingeriranno con il cocktail di rito da consumare con gli amici. In questo modo, però, i drunkorexici si nutrono quasi unicamente di calorie inutili che non apportano alcuna sostanza nutritiva all'organismo. Questa abitudine di digiunare per poi consumare alcolici si sviluppa sia per ridurre l’apporto energetico, in modo da compensare le calorie dell’alcol con il “guadagno” ottenuto dal digiuno (con un cocktail, infatti, si possono assumere anche fino a 400 calorie), sia per potenziare gli effetti inebrianti dell’alcol; gli zuccheri contenuti nell’alcol, inoltre, possono dare sensazione di sazietà anche senza l’assunzione di cibo. A soffrirne sono soprattutto le donne fra i 14 e i 25 anni.

Le differenze di genere potrebbero essere spiegate dai diversi ideali dell’immagine corporea nei due sessi (Patte e Leatherdale, 2016). La maggior parte delle femmine, infatti, dichiara di cercare di perdere peso, mentre i maschi tendono a riferire sforzi per ottenerne. Saltare la colazione e il pranzo, come forma di restrizione alimentare, mostra una probabilità maggiore di predire fenomeni di binge drinking (letteralmente “abbuffata alcolica”) e consumo di alcol nelle donne.

Conseguenze fisiche e psicologiche della drunkoressia

La combinazione di restrizione alimentare e abuso di alcol può portare a una serie di conseguenze fisiche e psicologiche molto serie. Bere in uno stato di malnutrizione, ad esempio, può predisporre gli individui a un più alto tasso intossicazione da alcol; consumare alcol a stomaco vuoto, infatti, permette all’etanolo di raggiungere il sangue a un ritmo più rapido, aumentando il proprio tasso di alcolemia con una velocità spesso pericolosa. Questo può rendere il bevitore più vulnerabile ai danni cerebrali alcol-correlati. Inoltre, l’abuso di alcol può avere un impatto negativo sull’idratazione e la conservazione del corpo di minerali e sostanze nutritive, esacerbando ulteriormente le conseguenze della malnutrizione e danneggiando lo sviluppo e le facoltà cognitive di un individuo.

I risultati degli studi (Hunt e Forbush, 2016) che hanno suggerito che queste persone possono essere a rischio per lo sviluppo di entrambi i disturbi, alimentari e da uso o dipendenza da sostanza, evidenziano la necessità, per la ricerca futura, di concentrarsi su programmi di prevenzione trans-diagnostici che colpiscano i meccanismi che sono alla base di questa problematica.

Queste considerazioni potrebbero fornire a medici, psicologi e operatori che trattano questo genere di casi, la possibilità di intervenire con un approccio combinato di trattamento terapeutico.

Istituto Miller e Disturbi Alimentari

L'Istituto Miller dedica grande impegno nello studio dei Disturbi Alimentari, nell'attività di ricerca e nella formazione in questo campo. Nei nostri Approfondimenti è possibile trovare diversi articoli altri con tag "Disturbi Alimentari" e svariati eventi gratuiti sono incentrati su questo tema. Ricordiamo anche il nostro Master sui Disturbi Alimentari e l'Obesità, apprezzato a livello accademico e che viene tenuto ogni anno nella sede di Genova o in quella di Firenze.

Bibliografia

Hunt, T. K., & Forbush, K. T. (2016). Is “drunkorexia” an eating disorder, substance use disorder, or both?. Eating behaviors, 22, 40-45.

Munn-Chernoff, M.A., Duncan, A.E., Grant, J.D., Wade, T.D., Agrawal, A., Bucholz, K.K., Madden, P.A., Martin, N.G. & Heath, A.C. (2013). A twin study of alcohol dependence, binge eating, and compensatory behaviors. J Stud Alcohol Drugs, 74(5): 664-73.

Patte, K.A., & Leatherdale, S.T.(2016). A cross-sectional analysis examining the association between dieting behaviours and alcohol use among secondary school students in the COMPASS study. J Public Health (Oxf). 2016 May 10. pii: fdw034. [Epub ahead of print].

Roosen, K. M., & Mills, J. S. (2015). Exploring the motives and mental health correlates of intentional food restriction prior to alcohol use in university students. Journal of health psychology, 20(6), 875-886.

Fiori, F., Sarchione, F., Tudisco, I., Monaco, M. L., & Di Giannantonio, M. M. Lupi, E. Cinosi, M. Corbo, F.(2013). I nuovi disturbi alcol correlati: Binge Drinking e Drunkoressia. Dip. Patologiche, 2-3: 23-24.

A proposito dell'Istituto Miller

Istituto Miller, istituto di psicologia e psicoterapia cognitivo comportamentale, ha un'area clinica composta da numerosi Psicoterapeuti, ognuno dei quali con precipue specializzazioni per il trattamento di ogni tipologia di disturbo psicologico. Per avere informazioni di dettaglio, è possibile inviare un messaggio tramite il form sottostante, oppure tramite la nostra pagina dei contatti.


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Tags: Approfondimenti, Disturbi Alimentari, Età Evolutiva

 

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