Disturbo Evitante di Personalità e Disturbo Narcisistico di Personalità: una riflessione

Disturbo Evitante di Personalità e Disturbo Narcisistico di Personalità

Dott. Giovanni Di Milo

Disturbo Evitante di Personalità

Disturbo Evitante di personalitàLa definizione di “personalità evitante” fu usata per la prima volta da Theodore Millon nel 1969 per differenziarla dalla “personalità schizoide”. Secondo Millon, sia l’evitante che lo schizoide si caratterizzano per la mancanza o povertà di relazioni, ma, mentre il primo ne sente la mancanza, il secondo non ne prova alcun bisogno. La chiusura dell’evitante è pertanto la conseguenza del timore del rifiuto e del giudizio negativo; lo schizoide semplicemente non è interessato agli altri.

Il disturbo evitante di personalità è stato introdotto per la prima volta nel DSM in occasione della terza edizione (APA, 1980) ed è tra i sei disturbi di personalità mantenuti anche nella sezione III del DSM-5 (oltre naturalmente ad essere presente assieme agli altri disturbi di personalità nella sezione II).

Caratteristiche tipiche del disturbo evitante di personalità sono l'evitamento delle situazioni sociali e l'inibizione nei rapporti interpersonali, legati a sentimenti di inettitudine e inadeguatezza, preoccupazione ansiosa per la possibilità di essere valutati negativamente e rifiutati, paura di apparire ridicoli o sentirsi in imbarazzo.

Gli evitanti possono sognare un futuro migliore in cui tutto andrà a posto, riusciranno ad avere relazioni meravigliose e lavori fantastici: “Un giorno mi sveglierò e ogni cosa sarà perfetta! So che potrei farcela se solo trovassi il modo”. Ma non riesce a farcela da solo e aspetta che qualcosa succeda, o qualcuno lo aiuti.

Disturbo Narcisistico di Personalità

Disturbo narcisistico di personalitàIl costrutto di narcisismo nasce all’interno della cornice teorica psicodinamica. In ambito psicologico, il termine narcisismo compare per la prima volta in un saggio sull’autoerotismo di Havelock Ellis (1898).

Per Freud il concetto di narcisismo rappresenta una fase fisiologica dello sviluppo psicosessuale, posta tra l’autoerotismo e lo sviluppo dell’amore oggettuale (Freud, 1910). Ciò che è patologico non è il narcisismo in sé, ma la fissazione o regressione alla fase narcisistica, e quindi l’impossibilità di raggiungere l’amore genitale. Tale fissazione (o regressione) è dovuta alla relazione con una madre inaffidabile ed incostante nelle cure, che porterebbe l’individuo a credere che l’unica persona di cui possa fidarsi e che possa amare, sia rappresentata da sé stesso.

Secondo Kernberg (1967) il narcisismo patologico deriva da carenze di cure messe in atto da genitori freddi, indifferenti o velatamente aggressivi e maligni nei confronti dei propri figli. Le carenti cure infantili sarebbero responsabili della fissazione o regressione a questo stadio di narcisismo primario, caratterizzato da centratura su di sé, grandiosità e costante ricerca dell’attenzione altrui.

Kohut (1971) ritiene che il narcisismo patologico sia la conseguenza di una mancata integrazione tra “sé grandioso” e “imago parentale idealizzata”, cioè un fallimento del processo di integrazione tra sé rudimentale e restante personalità come conseguenza dell’inadeguato rispecchiamento messo in atto dai genitori. Le manifestazioni di esibizionismo e grandiosità sarebbero un tentativo di appagare i bisogni infantili rimasti insoddisfatti, di proteggersi da sentimenti di inadeguatezza e di portare a compimento il processo di sviluppo.

Le caratteristiche del narcisista di Kohut sono differenti da quelle riportate da Freud e Kernberg e consisterebbero in bassa autostima, vergogna, ipocondria, sentimenti di vuoto e morte.
Beck (1990) individua una serie di credenze “distorte” tipiche della personalità narcisista. Gli schemi disfunzionali alla base della patologia narcisistica sarebbero la conseguenza di messaggi diretti e indiretti di familiari e altri significativi e di esperienze di conferma della propria unicità e importanza.

Il narcisista, generalmente, sarebbe vissuto in un ambiente familiare (soprattutto i genitori) che associava elevatissime aspettative a critiche feroci, svalutandone costantemente le emozioni.

Narcisismo “covert” e narcisismo “overt”

Narcisismo “covert” e narcisismo “overt”Una serie di analisi fattoriali condotte da Winks (1991) su sei scale di misura del narcisismo (derivanti dal Minnesota Multiphasic Personality Inventory - MMPI), ha evidenziato due fattori: Vulnerabilità/Sensibilità e Grandiosità/Esibizionismo.

Basandosi sui risultati delle sue ricerche, Winks ha proposto l’esistenza di due tipologie di narcisismo:

  • Narcisismo covert (vulnerabilità/sensibilità);
  • Narcisismo overt (grandiosità/esibizionismo).

Il narcisismo “covert” è caratterizzato da introversione, vulnerabilità, ipersensibilità ai giudizi ed alle critiche, eccessiva attenzione nei confronti delle reazioni altrui, svalutazione di sé e idealizzazione degli altri, senso di inferiorità e indegnità personale, scarsa fiducia in sé. In questa forma, i sentimenti di grandezza sarebbero presenti, ma celati, mentre l’atteggiamento apparente sarebbe caratterizzato da timidezza, modestia, sintomi depressivi e ansiosi. L’apparente timidezza potrebbe essere interpretata come empatia e interesse per l’altro, mentre potrebbero esserci sentimenti di invidia e disprezzo nei confronti degli altri. Il narcisista covert manifesta timidezza, insicurezza e inibizione, mentre tiene celato il nucleo grandioso.

Caratteristiche del narcisismo “overt” sono: senso di superiorità, atteggiamento sprezzante, ossessione per il successo, bisogno di dominanza, capacità di costruire molte relazioni (tutte superficiali) e ostentata ed estrema fiducia in sé. Il narcisista overt mostra un’immagine grandiosa e arrogante, mentre tiene celata l’insicurezza, la vulnerabilità ed i sentimenti depressivi.

Sulla base dei dati disponibili, è possibile individuare caratteristiche in comune tra il disturbo evitante e il narcisismo “covert”. Tali caratteristiche comprendono: inibizione, ipersensibilità alle critiche, paura del rifiuto, vergogna e imbarazzo, estrema attenzione alle reazioni degli altri, introversione e carenze relativamente al sentimento di appartenenza e condivisione.

Inoltre, il narcisista covert, in modo simile all’evitante, usa tecniche di evitamento di situazioni in cui può trovarsi al centro dell’attenzione per gestire la paura e l’ansia legate alla possibile disattesa delle sue aspettative estremamente elevate.

Disturbo narcisistico di personalità e DSM-5

L’ultima edizione del Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) descrive il Disturbo Narcisistico di Personalità sia nella sezione II, in linea con le versioni precedenti, sia nella sezione III in cui è descritto un modello alternativo dei Disturbi di Personalità con particolare attenzione all’aspetto dimensionale.

Nella sezione II, il Disturbo Narcisistico di Personalità è descritto come un “pattern pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia”.

Nella sezione III, tra le caratteristiche tipiche del disturbo sono indicate “l'autostima instabile e fragile, con tentativi di regolarla per mezzo della ricerca di attenzione e di approvazione, oppure una manifesta o celata grandiosità”. In questa nuova formulazione, il DSM ha tenuto conto delle attuali e numerose ricerche che tendono a evidenziare alcune caratteristiche nascoste (“covert”) del disturbo narcisistico e che richiamano aspetti del Disturbo Evitante.

L’apertura del DSM in questa direzione è importante perché stimolerà ulteriormente la ricerca ad analizzare elementi in grado di portare a una maggiore comprensione delle dinamiche collegate ai due disturbi. A livello clinico, sarà possibile pervenire a una diagnosi più puntuale con possibilità di interventi terapeuti più mirati e efficaci.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si pone in questo filone di ricerca, grazie all’importanza data all’individuazione di credenze e convinzioni distorte responsabili del non adeguato funzionamento della personalità. Le numerose tecniche cognitive e la massima attenzione alla relazione terapeuta-paziente permettono di evidenziare quelle caratteristiche nascoste e a volte difficili da far emergere, mentre gli esercizi e le tecniche comportamentali aiutano la persona a mettere in atto e a rendere stabili quei cambiamenti necessari per affrontare con più consapevolezza e fiducia i vari ambiti della vita.

Bibliografia

American Psychiatric Association (1980). Diagnostic and statistical manual of mental disorders. (3° ed.). Washington DC: APA.
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM-5. Washington, DC: Author.. Trad..It. Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta edizione, DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.
Beck, A.T., & Freeman, A. (1990). Cognitive therapy of personality disorders. New York: Guilford. Ellis, H (1898). Auto-erotism: a psychological study. Alienist and Neurologist, 19, 260-299. Freud, S. (1910). Leonardo da Vinci and a memory of his childhood. In: J. Strachey (a cura di), The standard edition of the complete psychological work of Sigmund Freud, Vol.2. London: Hogart Press.  Kernberg, O.F. (1967). Factors in the psychoanalytic therapy of narcissistic patients. Journal of the American Psychoanalytic Association, 18, 51-85. Kohut, H. (1971). The analysis of self. New York: International Universities Press.
Miller, J.D., & Campbell, W.K. (2008). Comparing clinical and social personality conceptualizations of narcissism. Journal of Personality, 76, 449–476. Millon, T. (1969). Modern psychopathology: a biosocial approach to maladaptive learning and functioning. Philadelphia; WB Saunders. Wink, P. (1991). Two faces of narcissism. Journal of Personality and Social Psychology, 61, 590-597.

Open Day Miller a Genova 

Venerdì 4 maggio 2018 si svolgerà a Genova un nuovo Open Day del Corso di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale dell'Istituto Miller. L’Open Day si terrà presso la sede di Genova al n.19 di Corso Torino, dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

Verrà dedicata un’ora (dalle 14.30 alle 15.30) per parlare di "Disturbo Evitante di Personalità e Disturbo Narcisistico di Personalità: Una riflessione" con il Dott. Giovanni Di Milo, in seguito, il prof. Emilio Franceschina e la dott.ssa Susanna Pizzo ci presenteranno il Corso di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale più rinomato d'Italia.

A proposito dell'Istituto Miller

Istituto Miller, istituto di psicologia e psicoterapia cognitivo comportamentale, ha un'area clinica composta da numerosi Psicoterapeuti, ognuno dei quali con precise specializzazioni per il trattamento di ogni tipologia di disturbo psicologico. Per avere informazioni di dettaglio, è possibile inviare un messaggio tramite il form sottostante, oppure tramite la nostra pagina dei contatti.


Form di contatto per richiesta informazioni

Nome e Cognome(*)
Per piacere, scrivi Nome e Cognome

Telefono(*)
Valore non valido

E-mail(*)
Campo obbligatorio

Sono interessato a(*)

Campo obbligatorio

Il tuo messaggio(*)
Campo obbligatorio

Privacy(*)
Campo obbligatorio

Dimostra di essere umano(*)
Valore non valido

Tags: Approfondimenti, Disturbi di personalità

 

Istituto Miller - Istituto di Psicologia
Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

P.IVA 03378710101 - Tel. +39 010 5707062 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

© 2014-2018 All rights reserved - Realizzazione sito Web di Made In Magic, Web Agency Milano