Disturbi alimentari: la diabulimia

images/header/diabulimia-disturbi-alimentari.jpg

Lisa Toffanin

Bulimia nervosa e abbuffate

La bulimia nervosa è un disturbo dell’alimentazione che si contraddistingue per la presenza di ricorrenti episodi di abbuffate, durante le quali il soggetto perde il controllo e ingerisce grandi quantità di cibo in periodi di tempo molto brevi.

L’abbuffata è solitamente interrotta da fattori esterni o da malessere fisico, dunque non dalla capacità del soggetto di porre volontariamente fine all’episodio.
 Il senso di colpa e il disgusto che si esperiscono subito dopo portano la persona a mettere in atto dei comportamenti compensatori di eliminazione, come il vomito autoindotto, l’assunzione di farmaci lassativi o un intenso esercizio fisico, con lo scopo di prevenire l’aumento di peso conseguente alla grande quantità di calorie assunte.


Tra le categorie diagnostiche relative ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione presenti nel DSM-5, oltre alla bulimia nervosa, si annoverano anche l’anoressia nervosa e il disturbo da binge eating.
 Recentemente, tuttavia, molte ricerche stanno indagando le caratteristiche di una nuova patologia non ancora presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la “Diabulimia”.

Diabete di tipo 1 e la mancata assunzione di insulina


La diabulimia è un disturbo del comportamento alimentare in cui soggetti affetti da diabete di tipo 1 omettono volontariamente, dunque con la consapevolezza delle pericolose conseguenze cliniche che potrebbero insorgere, l’assunzione delle dosi prestabilite di insulina con lo scopo di evitare l’aumento di peso.


Il diabete mellito di tipo 1 è una patologia autoimmune che insorge solitamente in giovane età e causa la distruzione delle cellule pancreatiche; queste sono classificate come estranee dall’organismo che produce anticorpi con lo scopo di eliminarle dal corpo.
 Esse sono responsabili della produzione dell’insulina, un ormone che regola il livello di glucosio nel sangue e ne consente l’accesso all’interno delle cellule per essere utilizzato come fonte di energia. 


La distruzione delle cellule del pancreas comporta pertanto una notevole diminuzione del livello di insulina e una conseguente condizione di iperglicemia (eccessivo accumulo di glucosio nel sangue), che deve essere compensata attraverso l’iniezione di insulina esogena, una forma sintetica dell’ormone.

La mancata assunzione di insulina, sintomo tipico della diabulimia, è correlata a una diminuzione di peso poiché l’abbassamento della sua quantità nel sangue determina un aumento del livello di chetoni, deputati alla distruzione delle molecole di acidi grassi.


Adolescenti, diabete e diabulimia

Le due patologie, bulimia nervosa e diabete di tipo 1, se considerate separatamente, sono ormai conosciute da decenni, invece la diabulimia è un disturbo della nutrizione di recente scoperta: solo nel 2009, infatti, alcuni medici dell’organizzazione “Diabetes UK” notarono che giovani pazienti, soprattutto donne, non assumevano correttamente le dosi prescritte di insulina, provocando una mancata assimilazione del glucosio contenuto negli alimenti.


Disturbi alimentari: la diabulimiaAd oggi, secondo una ricerca presentata dal gruppo di sostegno statunitense “Diabulimia Helpline”, questo problema è riscontrato circa nel 40% di pazienti di sesso femminile affette da diabete di tipo 1.


La diagnosi di diabete avviene solitamente in adolescenza, periodo critico durante il quale le giovani donne tendono a mettere in discussione la propria immagine di sé, cercando di avvicinarsi il più possibile all’ideale di “bellezza-magrezza” tanto pubblicizzato nella società odierna; le preoccupazioni relative al proprio corpo e il costante timore di prendere peso portano i soggetti ad alterare l’assunzione di insulina, riducendo o azzerando completamente il dosaggio in modo che gli zuccheri non vengano metabolizzati.

Uno studio condotto presso il “Department of Child and Adolescent Psychiatry” dell’Università di Kocaeli in Turchia (Kınık, Gönüllü, Vatansever & Karakaya, 2015), ha evidenziato che pazienti donne con diabete di tipo 1 hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi dell’alimentazione a causa della centralità che hanno nella loro quotidianità il cibo e il conteggio delle calorie.


Alimentazione-Ossessione

Benché questa patologia non comprometta completamente la vita dei pazienti, l’eccessiva attenzione sull’assunzione di carboidrati, un regime alimentare strettamente pianificato e la necessità di prestare costantemente attenzione alla tipologia di alimenti ingeriti, fanno diventare l’alimentazione un pensiero quasi ossessivo.


Ulteriore fattore di rischio risulta essere il fatto che, essendo il disturbo solitamente diagnosticato in adolescenza, il soggetto si trova impreparato nell’affrontare le sfide e le problematiche a cui una patologia cronica potrebbe sottoporlo nella vita; in molti casi la diagnosi è accompagnata da stati ansiosi o depressivi, patologie che hanno alta comorbilità con i disturbi dell’alimentazione.


Nella ricerca, condotta su un campione di 91 donne affette da diabete di tipo 1 di età compresa tra i 12 e i 18 anni, uno stile alimentare sregolato è stato riscontrato nel 45% del campione; inoltre è emerso che una percentuale di adolescenti compresa tra l’11% e il 15% controllava il proprio peso corporeo attraverso l’alterazione della somministrazione di insulina.


Diabete: un fattore di rischio per i disturbi dell'alimentazione

Il diabete stesso può essere dunque classificato come un fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione. 
Alcuni ipotetici fattori di rischio erano stati precedentemente identificati in uno studio longitudinale (Wilson, 2012) condotto presso la “School for Health and Social Care” dell’Università di Greenwich, il cui report è stato pubblicato nel giornale “Nursing Times”: la ricerca su un campione di giovani donne affette da diabete di tipo 1 ha portato lo studioso a concludere che questa patologia tende a manifestarsi in soggetti il cui tratto di personalità dominante è il perfezionismo, con una bassa autostima e un’immagine di sé legata alla percezione del proprio corpo estremamente negativa, aspetti presenti anche in coloro che sono affetti da disturbi dell’alimentazione riconosciuti nel DSM-5.


Disturbi alimentari: la diabulimiaUn ulteriore studio (Moosavi, Kreisman, & Hall, 2015) in merito all’argomento, condotto presso il “Saint Paul’s Hospital” di Vancouver con il patrocinio dell’autorità regionale “Vancouver Coastal Health” (Canada), è stato pubblicato nel “Canadian Journal of Diabetes”.


Gli autori hanno evidenziato che il diabete mellito di tipo 1, associato a un concomitante disturbo dell’alimentazione, è correlato a un peggior funzionamento metabolico e all’insorgenza di complicanze cliniche di gravità maggiore rispetto alla presenza del singolo disturbo.


I sintomi che si manifestano a breve termine risultano essere un’eccessiva perdita di peso, alimentazione non regolare, insoliti episodi di iperglicemia, sete costante, letargia e minzione frequente, chetoacidosi, aumento del colesterolo e mancanza di attenzione e concentrazione. 


Diabulimia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Gli studiosi canadesi tengono a sottolineare che, nonostante non sia ancora stato inventato un trattamento elettivo per la cura di questa patologia, forse a causa del limitato numero di studi fondati su un campione molto ampio, tuttavia la psicoterapia cognitivo-comportamentale, colloqui motivazionali e interventi psicoeducativi con dietisti, nutrizionisti e psichiatri potrebbero essere una soluzione per ora ottimale.


Sarebbe innanzitutto importante far capire al giovane paziente che è possibile mantenere un peso corporeo stabile introducendo una dieta bilanciata, non attraverso pericolosi comportamenti compensatori.
 Data l’età di esordio del disturbo, inoltre, sarebbe essenziale coinvolgere anche i genitori, introducendo degli interventi ad hoc volti ad aumentare le loro conoscenze sulla condizione dei figli.


Bibliografia

  • Kınık, M. F., Gönüllü, F. V., Vatansever, Z., & Karakaya, I. (2017). Diabulimia, a Type I diabetes mellitus-specific eating disorder. Turkish Archives of Pediatrics/Türk Pediatri Arşivi, 52(1), 46.
  • Wilson, V. (2012). Reflections on reducing insulin to lose weigh. Nursing times, 108(43), 21-2.
  • Moosavi, M., Kreisman, S., & Hall, L. (2015). Intentional hypoglycemia to control bingeing in a patient with type 1 diabetes and bulimia nervosa. Canadian journal of diabetes, 39(1), 16-17.

L'Istituto Miller e i Disturbi Alimentari

L'istituto Miller ha organizzato il Master sui Disturbi Alimentari e l'Obesità con l'obiettivo di formare il singolo professionista o l’intera équipe specialistica mediante un percorso didattico basato su metodiche di integrazione dei vari interventi terapeutici.

Un ampio numero di unità didattiche è organizzato in co-docenza tra varie figure professionali per un ottimale approfondimento dell’argomento che viene trattato (psicoterapeuta e medico nutrizionista, dietista e endocrinologo, psicoterapeuta e dietista, ecc.).

Firenze - Da settembre 2018 a maggio 2019

Tags: Approfondimenti, Disturbi Alimentari, Età Evolutiva

 

Istituto Miller - Istituto e Scuola di Psicologia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
P.IVA 03378710101 - Tel. +39 010 5707062 - Fax +39 010 8680904 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Built with HTML5 and CSS3 Copyright © 2014 Made In Magic, Web Agency Milano

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.