I disturbi alimentari e il controllo del corpo femminile

I disturbi alimentari e il controllo del corpo femminile

Dott.ssa Federica Sartini – Psicologa
Dott.ssa Simona Adelaide Martini – Psicologa Psicoterapeuta

I disturbi alimentari in Italia

Attualmente in Italia si conta che circa tre milioni di persone soffrano di disturbi alimentari.

La percentuale di donne è sicuramente più elevata, soprattutto per ciò che riguarda il disturbo anoressico. Il modello più accreditato per spiegarne l’insorgenza è quello multifattoriale (bio-psico-sociale) e tra i fattori di tipo psicologico spicca l’idealizzazione della magrezza, rinforzata dai messaggi dei mass-media e dei social-media.

Essere magre per sentirsi accettate

I disturbi alimentari e il controllo del corpo femminile da parte della societàLa costruzione dell’immagine di sé nell’epoca moderna risulta sempre più legata ai tratti fisici e all’ideale del corpo magro come segno di valore e bellezza.

Se per le donne il corpo è un potente mezzo di comunicazione e di relazione, essere magre può diventare un requisito per sentirsi accettate, e avere un corpo che rispecchi i canoni estetici può diventare una necessità per gestire le relazioni sociali.

Tra i fattori predisponenti lo sviluppo della patologia vanno considerati i fattori socio-culturali, tra cui, in particolare, il ruolo dei media e della cultura occidentale.

I media e i social contribuiscono, infatti, in modo significativo a divulgare un preciso modello di bellezza femminile, ma anche valori legati alla rappresentazione del corpo e stili di vita considerati vincenti, legati ad un ideale di successo e affermazione sociale.

Dalla donna procace del dopoguerra al modello "Twiggy"

Tali rappresentazioni si definiscono come sempre più rigide e costrittive, soprattutto per un pubblico giovane che fatica a maturare uno sguardo critico rispetto ai prodotti proposti.

Basti pensare che l’incidenza epidemiologica dell’anoressia risulta quasi raddoppiata dagli anni ’60, anni in cui l’ideale di donna procace che aveva caratterizzato il dopoguerra venne sostituito dal modello Twiggy (nome d’arte della modella e attrice Lesley Hornby, alla cui immagine venne affidato il lancio della minigonna).

Negli ultimi cinquant’anni l’ideale della magrezza si è fatto strada nella società occidentale, allontanando dall’immaginario comune quel corpo materno e morbido che era stato considerato caratterizzante della femminilità; la donna, che fino ad allora si era identificata con il ruolo di madre, viene spodestata dal modello vincente della donna libera, emancipata, ma sempre più assoggettata ai meccanismi di controllo sociale.

I rinforzi positivi ambientali vengono considerati, insieme alle crisi bulimiche, al vomito e alle conseguenze psicofisiche del digiuno, importanti fattori di mantenimento dei disturbi alimentari.

L'influenza delle immagini mass-mediali

L’influenza delle immagini massmediali è stata oggetto di numerosi studi. Secondo una ricerca condotta da Groesz, Levine e Murner nel 2002, la visione di immagini di corpi magri influenza negativamente la percezione delle forme corporee e alimenta il senso di insoddisfazione.

Lo studio di Groesz e colleghi supporta la prospettiva socioculturale che i media, come le riviste di moda e la televisione, promuovano o addirittura stabiliscano uno standard di bellezza snella che porta molte donne a sentirsi frustrate riguardo al loro peso, alla forma fisica e al corpo.

Siti Web pro-anoressia e il fenomeno della Thinspiration

I disturbi alimentari e il controllo del corpo femminile da parte della societàLa letteratura scientifica dimostra una correlazione costantemente positiva tra il consumo di media da parte dei giovani e le cognizioni e i comportamenti correlati al corpo, in particolare per quanto riguarda la sintomatologia dei disturbi alimentari e la percezione dell’immagine corporea.

Dai siti pro-anoressia al fenomeno della thinspiration, ormai trasversale nel mondo di Internet, le immagini relative alla magrezza sono oggi ampiamente presenti, condivise e approvate sui social media più importanti.

Il proliferare dei siti Web Fitspiration

Accanto ai siti Web “Pro-anoressia”, che supportano la perdita di peso e comportamenti alimentari disfunzionali o patologici, crescono parallelamente i siti Web di “Fitspiration” (ispirazione al fitness), che dichiarano di supportare uno stile di vita sano legato al fitness e di ispirare le persone a vivere in modo salutare attraverso immagini e frasi motivazionali sull’importanza dell’esercizio fisico e della dieta alimentare.

Nella realtà dei fatti, l’analisi dei contenuti mostra che le immagini presenti nei siti di Fitspiration sono prevalentemente di donne magre, muscolose e i contenuti testuali riguardano la dieta, l’esercizio fisico, l’incoraggiamento a perdere peso (l’88% dei siti Thinspiration e l’80% dei siti Fitspiration contengono messaggi relativi al peso e al corpo, suggerimenti per iniziare diete ipocaloriche mirate alla perdita di peso e messaggi colpevolizzanti rispetto all’assunzione di cibo).

Quindi, in ultima analisi questo genere di blog promuove uno stile di vita legato all’importanza dell’aspetto esteriore e della magrezza come valore culturale, fattori che sono stati correlati ai disturbi alimentari, e la diffusione epidemica di questi fenomeni del Web crea una normalizzazione dell’ideale di perfezione incarnato nel corpo magro, ossuto, in cui i tratti femminili sono cancellati da una società che sembra quasi vivere come una minaccia ciò che delle donne non può controllare: la generatività, l’istinto nei confronti della vita, la propensione a creare cambiamenti profondamente trasformativi, ad essere presenti a livello sociale.

Un modello di donna ancora dominata e sotto controllo

Ma una donna ossessionata dal corpo e poco nutrita è una donna apatica, senza energie se non quelle necessarie a mantenere il controllo sul cibo, è una donna assoggettata e dominata, che quasi fa pensare alle donne ribelli rinchiuse nei manicomi nel secolo scorso, con l’unica differenza che le prigioni di oggi sono invisibili, benché la condanna al silenzio non sia cambiata.

Viene da pensare che fino a che la maternità veniva totalmente gestita dal mondo maschile, a livello sia politico-sociale che familiare, il corpo femminile abbondante, procace, indice di generatività rappresentava il modello ideale, ricercato, agognato. La donna rappresentava così la fattrice e angelo della casa, tra pannolini, preparazione di cene succulente, pulizia della casa. L’angelo della casa. La donna perfetta (cfr La fabbrica delle mogli – 1975).

Dopo la rivoluzione femminista del ’68, le donne hanno invece cominciato a riappropriarsi del proprio ruolo materno, a sceglierlo o a rifiutarlo. A viverlo secondo inclinazioni e desideri personali e non in base a condizionamenti esterni, che la relegavano a quell’unica entità. Madre e moglie.

I media e la moda hanno puntato quindi su un ideale di bellezza completamente diverso. Magro e vincente. Senza desiderio e senza appetito. Senza tempo per mangiare e per generare. Corpi asessuati, privi delle biologiche caratteristiche femminili.

Un’altra forma di controllo, oppressione, in cui il ruolo materno ci viene sempre più sottratto, sotto le mentite spoglie dell’uguaglianza e della poliedricità femminile.

Quando verrà il tempo della libertà?

Istituto Miller e la Violenza e Discriminazione di Genere

locandina Master su Violenza e Discriminazione di Genere - Firenze 2019

Vi segnaliamo che l'Istituto Miller ha organizzato, con la direzione scientifica della dott.ssa Simona Adelaide Martini e del dott. Paolo Molino, il Master su Violenza e Discriminazione di Genere, per la sede di Firenze, da febbraio 2019.

Il Master su Violenza e Discriminazione di Genere fornirà strumenti di comprensione e di azione concreta grazie al contributo di professionisti di altissimo livello: sociologi, giornalisti, criminologi e psicoterapeuti daranno tutti il loro contributo ad una migliore comprensione per piantare un seme di cambiamento nella mentalità e nell'approccio a questo tipo di tematiche.

Altre informazioni sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere

Ulteriori dettagli si possono trovare alla pagina generale sul Master su Violenza e Discriminazione di Genere, e anche alla pagina con il programma del Master su Violenza e Discriminazione di Genere.

Per informazioni legate a costi ed iscrizione rimandiamo alla pagina su iscrizione e costi del Master.

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.

Istituto Miller e i Disturbi Alimentari

L'Istituto Miller ha organizzato il Master su Disturbi Alimentari e Obesità, per la sede di Firenze, da fine ottobre 2018. L’Istituto Miller forma da 40 anni professionisti mediante un percorso didattico basato su metodiche di integrazione dei vari interventi terapeutici.

Un ampio numero di unità didattiche è organizzato in co-docenza tra varie figure professionali per un ottimale approfondimento dell’argomento che viene trattato (psicoterapeuta e medico nutrizionista, dietista e endocrinologo, psicoterapeuta e dietista, ecc.).

Altre informazioni sul Master su Disturbi Alimentari e Obesità

Ulteriori dettagli si possono trovare alla pagina generale sul Master su Disturbi Alimentari e Obesità, e anche alla pagina con il programma del Master su Disturbi Alimentari e Obesità. Per informazioni legate a costi ed iscrizione rimandiamo alla pagina su iscrizione e costi del Master.

Per ogni altro dubbio o necessità vi invitiamo a prendere contatto con la nostra segreteria, per cui vi rimandiamo alla pagina dei contatti.


Bibliografia

  • Dalle Grave, R., (2017). Come vincere i disturbi dell’alimentazione, Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale, seconda edizione, Positive Press.
  • Ladogana, S. (2006). Lo specchio delle brame. Mass media, immagine corporea e disturbi alimentari, Milano, Franco Angeli.
  • Boepple, L., & Thompson, J. K. (2016). A content analytic comparison of fitspiration and thinspiration websites. International Journal of Eating Disorders, 49(1), 98-101.
  • Groesz, L., Levine, M.P., Murner, S.K. (2002). The effect of experimental presentation of thin media images on body satisfaction: a meta-analytic review, International Journal of Eating Disorders, volume 31.
  • Harrison, K., & Hefner, V. (2006). Media exposure, current and future body ideals, and disordered eating among preadolescent girls: A longitudinal panel study. Journal of Youth and Adolescence, 35(2), 146-156.
  • Riley, S., Rodham, K., & Gavin, J. (2009). Doing weight: Pro‐ana and recovery identities in cyberspace. Journal of Community & Applied Social Psychology, 19(5), 348-359.

Tags: Approfondimenti, Disturbi Alimentari, Violenza e discriminazione di genere

 

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