Cos'è l'ipervigilanza?

Cos'è la sindrome da ipervigilanza?

Dott.ssa Greta Del Taglia

L'ipervigilanza è uno stato di aumentata attenzione. Essere in uno stato di ipervigilanza porta ad essere estremamente suscettibili. La persona potrebbe sentirsi minacciata da qualsiasi tipo di pericolo, sentirsi perseguitata dalle altre persone o dall'ambiente in generale. Tuttavia, accade spesso che questi pericoli incombenti non siano reali.

L'ipervigilanza può essere un sintomo di stati psicologici, che includono:

  • Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD);
  • I disturbi d'ansia;
  • La schizofrenia.

I sintomi legati a tali condizioni porteranno il cervello e il corpo ad essere costantemente in allerta. L'ipervigilanza può avere effetti negativi sulla vita, può influenzare il modo di interagire con gli altri, o aumentare la paranoia.

Sintomi

Sono presenti sintomi fisici, comportamentali, emotivi e cognitivi.

Sintomi fisici

I sintomi fisici sono riconducibili a quelli dell'ansia:

  • Sudorazione;
  • Aumento del battito cardiaco;
  • Respirazione veloce, o superficiale.

Alla lunga, questo stato continuo di aumentata vigilanza può provocare affaticamento e spossatezza.

Sintomi comportamentali

I sintomi comportamentali comprendono irritabilità, reazioni veloci ed impulsive. Essere ipervigili potrebbe far reagire in maniera eccessiva in seguito ad un forte rumore, oppure portare ad interpretare l'atteggiamento di un collega come troppo sgarbato. Le reazioni che seguiranno potrebbero risultare ostili o violente nel tentativo di difendersi da minacce percepite.

Sintomi emotivi

I sintomi emotivi dell'ipervigilanza possono essere gravi. Nello specifico si tratta di:

  • Sintomi ansiosi di grave intensità;
  • Paura;
  • Panico;
  • Preoccupazione eccessiva e persistente.

Si può sperimentare la paura del giudizio degli altri, o criticare gli altri duramente. Questo può svilupparsi in un pensiero "tutto o nulla": dove tutto è o assolutamente giusto, o assolutamente sbagliato. Si può diventare emotivamente evitanti. Si può fare esperienza di sbalzi d'umore e di esplosioni di rabbia.

Sintomi cognitivi

Questi sintomi possono riguardare la paranoia, che è spesso accompagnata dalla tendenza a razionalizzare e giustificare l'ipervigilanza. Potrebbe risultare difficile dormire bene, soprattutto per chi vive costantemente in una condizione di allerta, come per chi soffre di un disturbo post-traumatico da stress.

Sintomi a lungo termine

Sindrome ipervigilanza - sintomi e causeSe si sperimenta uno stato di ipervigilanza ricorrente, è possibile iniziare a sviluppare comportamenti per calmarsi o per reagire a minacce percepite.

Se si ha timore di un pericolo o di un'aggressione, per esempio, si iniziano ad utilizzare strategie per difendersi. Chi ha un disturbo d'ansia sociale grave, farà affidamento a sogni ad occhi aperti, e sarà portato ad evitare di partecipare a situazioni di vita quotidiana.

Questi sintomi possono portare all'isolamento sociale e alla rottura delle relazioni con gli altri.

Cause dell'ipervigilanza

L'ipervigilanza può essere legata a diverse condizioni psicologiche:

Ansia

L'ansia è una della cause più comuni dell'ipervigilanza. Nel caso di un disturbo d'ansia generalizzato, si può stare in allerta di fronte a situazioni nuove, o in ambienti con i quali non si ha familiarità. Nel caso di un disturbo d'ansia sociale, si può fare eccessiva attenzione alla presenza degli altri, specialmente nel caso di persone nuove o di persone di cui non si ha fiducia.

PTSD

Il PTSD (Disturbo da Stress Post-traumatico) è un'altra causa comune dell'ipervigilanza. Può portare ad essere molto tesi e costantemente ad esaminare l'area delle minacce percepite.

Schizofrenia

Anche la schizofrenia può causare sintomi di ipervigilanza. L'ipervigilanza può poi peggiorare alcuni sintomi che caratterizzano il disturbo, come la paranoia o le allucinazioni.

Fattori di rischio comuni

Ci sono fattori di rischio comuni che possono contribuire allo sviluppo di episodi di ipervigilanza. Questi comprendono:

  • Sentirsi in trappola o essere claustrofobici;
  • Sentirsi abbandonati;
  • Rumori forti (specialmente se improvvisi, o emotivamente forti):grida, colpi, litigi;
  • Anticipazione del dolore, della paura o del giudizio;
  • Sentirsi giudicati o non compresi;
  • Dolore fisico;
  • Sentirsi emotivamente stressati;
  • Riattivazione di traumi passati;
  • Ritrovarsi all'interno di relazioni casuali, caotiche o incoerenti.

Trattamento

Per il trattamento dell'ipervigilanza sarà necessario determinare le cause sottostanti della condizione invalidante. In base ai fattori che l'hanno provocata, i trattamenti potrebbero essere molteplici e sarà possibile affidarsi ad un terapeuta o ad uno psichiatra.

Cognitive Behavioral Therapy (CBT): La Terapia Cognitivo-Comportamentale è spesso efficace nel trattamento dell'ansia. Durante le sedute, il terapeuta avrà il compito di guidare il paziente e aiutarlo a capire quali sono le cause delle sue paure e come affrontarle.

Exposure Therapy: può essere d'aiuto una terapia di esposizione in caso di PTSD. Essa permette di fronteggiare gradualmente e all'interno di un ambiente sicuro le paure e le memorie legate al trauma, così da poter imparare a gestire l'ansia e i flashback associati al ricordo.

Eye Movement desensitization and reprocessing (EMDR): L'EMDR combina la terapia di esposizione e i movimento oculari. Questo permette una rielaborazione dei ricordi traumatici e una visione più adattiva dell'evento destabilizzante.

Trattamento farmacologico

Casi di ansia grave e di Disturbo Post-Traumatico da Stress possono richiedere trattamenti intensivi, includendo prescrizioni mediche. I farmaci che possono essere utilizzati:

  • Antidepressivi;
  • Betabloccanti;
  • Ansiolitici, come buspirone.

Anche la schizofrenia può essere trattata con i farmaci, come gli antipsicotici.

Strategie di coping per gestire l'ipervigilanza

Sindrome ipervigilanza - Trattamento e strategieAttraverso la terapia, si possono apprendere nuovi modi di fronteggiare l'ansia e gli episodi di ipervigilanza. Qui alcune strategie che possono essere d'aiuto:

  • Stare fermi e fare le cose con calma, fare respiri profondi;
  • Cercare prove evidenti e oggettive prima di reagire in modo impulsivo;
  • Prenderci una pausa prima di rispondere;
  • Riconoscere l'esistenza di paure e di emozioni forti;
  • Essere consapevoli;
  • Imparare a dire di "no".

Bibliografia

  • Beck, A. T., Ractor, N. A., Stolar, N., & Grant, P. (2009). Schizophrenia: Cognitive theory, research, and therapy. The Guilford Press.
  • Mayo Clinic Staff. (2017, February 18). Post-traumatic stress disorder (PTSD)
mayoclinic.org/diseases-conditions/post-traumatic-stress-disorder/diagnosis-treatment/treatment/ptc-20308558
  • Savva, G. (2016, April 27). Hair-trigger stress and anxiety – hypervigilance
counselling-directory.org.uk/counsellor-articles/hair-trigger-stress-and-anxiety-hypervigilance
  • What is PTSD hypervigilance? (n.d.)
ptsduk.org/what-is-ptsd-hypervigilance/

Istituto Miller e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

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Tags: Approfondimenti, PTSD - Disturbo Post-Traumatico da Stress, Ansia

 

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