Cos'è l'autolesionismo e il ruolo dei social network

Cos'è l'autolesionismo e il ruolo dei social network

dott.ssa Laura Bruzzone

L'autolesionismo intenzionale

L’autolesionismo intenzionale è un atto deliberato e diretto per ferirsi, danneggiare i tessuti del corpo senza che vi sia un intento suicidario cosciente.

L'autolesionismo intenzionaleIl DSM 5 (American Psychiatric Association, 2013) ha riconosciuto all’autolesionismo un’autonomia rispetto alle condotte suicidarie e al Disturbo di Personalità Borderline e propone quattro criteri come caratteristici dell’autolesività non suicidaria:

  • Nell'ultimo anno, l'individuo si è, per 5 o più giorni, provocato intenzionalmente danni alla superficie del corpo al fine probabilmente di causarne il sanguinamento, l’ecchimosi, o sentire dolore.
  • L'individuo si impegna nel comportamento autolesionista per ottenere sollievo da un malessere, per risolvere difficoltà o per stare meglio emotivamente. Crea così una sorta di dipendenza dall’atto.
  • L’autoferimento intenzionale è associato a difficoltà interpersonali/sentimenti negativi prima dell’atto autolesivo; difficoltà a controllare il comportamento previsto e pensieri autolesivi anche quando non vengono agiti.
  • Il comportamento non è approvato socialmente.
  • Il comportamento o le sue conseguenze causano un disagio clinicamente significativo, interferenze interpersonali o scolastiche, o in altre aree importanti.
  • Il comportamento non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi psicotici, delirio, intossicazione da sostanze, o astinenza. Non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale o da una condizione medica.

Epidemiologia delle condotte autolesive

  • Studi sistematici e longitudinali sottolineano come l’autolesionismo sia in crescente aumento nella popolazione non clinica, soprattutto adolescenziale (Goldstein et al; 2009; Gratz et al; 2012).
  • Tra gli adolescenti l’incidenza varia dal 17% al 41%. (Whitlock et al; 2006; Cerutti et al; 2011).
  • L’esordio si aggira tra i 12 e i 14 anni (Nock, 2009; Radham & Hawton, 2009).
  • L’incidenza è maggiore nel sesso femminile (40-80%) (van der Kolk et al; 1991; Favazza, 1992; Whitlock et al, 2006b).

Ad oggi, tuttavia molti studi hanno rilevato che la differenza di genere è meno netta che in passato; ciò che differenzia i due gruppi è lo stile di auto ferimento e le modalità utilizzate: ad esempio il self-hitting (colpirsi da soli) è una modalità prevalentemente maschile, mentre il self-cutting (tagliarsi) è più frequente nelle donne. 

Il ruolo dei social network e del web sull’autolesionismo

I social network e l’autolesionismoNegli adolescenti, le condizioni di prevaricazione, isolamento e derisone messe in atto anche attraverso i social network, sono i fattori più associati all’autolesionismo. Il corpo, sempre più esibito nell’attuale società ipertecnologica, è motivo di insoddisfazione e di vergogna e può creare un forte disagio nei giovani. Questi sono alla ricerca di attenzione e approvazione dagli altri e tutto viene spostato sul Web e sui social network (Menduni et al; 2011): nel mondo virtuale si ottengono facili consensi e approvazione sociale ma, in modo altrettanto rapido, critiche e giudizi negativi.

Spesso i ragazzi trovano in rete rifugi virtuali dove nascondersi, esprimere il proprio disagio e incontrare persone che vivono lo stesso tipo di malessere.
Quello che viene visualizzato in rete e sui social, senza gli adeguati filtri critici, che in adolescenza si stanno ancora affinando, può condizionare la psiche di questi ragazzi e li può influenzare nel loro modo di pensare e di comportarsi.

Sono migliaia i casi accertati di ragazzi che si procurano volontariamente ferite e poi le condividono su chat e social network. Si è visto che 7 ragazzi su 10, tra i 18 e i 21 anni, afferma di aver visto in rete immagini di altri ragazzi che si auto-feriscono. Questi giovani cercano sostegno emotivo nelle comunità online piuttosto che rivolgersi a genitori o professionisti.

Solo 1 ragazzo su 10 si rivolge a genitori o persone competenti, la metà dichiara di rivolgersi prevalentemente a ricerche online su google o su forum in cui altri ragazzi parlano di autolesionismo. Il problema è che in rete è facile trovare messaggi fuorvianti che spesso incoraggiano la messa in atto di condotte autolesive. I ragazzi condividono così, attraverso post e foto, la loro esperienza di self-harmer, le loro emozioni e sensazioni e spesso la consigliano ad altri coetanei come soluzione per attenuare stati d’animo negativi.

Ruolo di genitori e insegnanti

Trattamento condotte autolesiveInsegnanti e genitori hanno un ruolo importantissimo nella prevenzione e soprattutto nel riconoscimento dei primi segnali che possono fare pensare che rispettivamente, un alunno o il proprio figlio abbiano un problema di autolesionismo. Una volta accertato tale problema è importante non colpevolizzare né mortificare il ragazzo, ma fargli percepire sostegno e comprensione e incentivarlo a rivolgersi a professionisti competenti.

Trattamento

Il trattamento più strutturato e validato per intervenire sulle condotte autolesive è la DBT, Dialectical Behavioral Therapy (Miller, Rathus e Linehan, 2007).
La DBT vede il comportamento suicidario come un metodo appreso di coping in presenza di una intensa sofferenza emotiva:

  • Insegna specifiche abilità di efficienza interpersonale, auto-regolazione e tolleranza dei distress;
  • Rinforza le abilità positive apprese;
  • Identifica i comportamenti appresi che precedono i comportamenti disfunzionali, eliminando se possibile gli elementi di rinforzo;
  • Incoraggia la generalizzazione alla vita quotidiana delle nuove abilità.

Il Miller e l'autolesionismo

L'Istituto Miller ha organizzato un incontro gratuito del ciclo "Giovedì Miller" dedicato all'autolesionismo, "Self(ie)-Harm: l'autolesionismo ai tempi dei Social", presso l'Istituto Miller di Genova, giovedì 5 ottobre 2017 con la Dott.ssa Laura Bruzzone - Medico chirurgo. Istituto Miller, Genova.

Per partecipare all'incontro gratuito è sufficiente comunicare la propria presenza alla nostra segreteria specificando il proprio nome, telefono ed e-mail, motivo per cui rimandiamo alla pagina dedicata all'iscrizione online ai nostri Giovedì del Miller eventi gratuiti di approfondimento sul mondo della Psicologia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: nella stessa pagina è anche possibile vedere tutti i Giovedì Miller di prossima programmazione. Per Firenze, invece, va visitata la pagina dedicata ai Martedì del Miller di Firenze.

Tags: Approfondimenti

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