I 6 disturbi della nutrizione nei bambini da 0 ai 3 anni

I 6 disturbi della nutrizione nei bambini da 0 a 3 anni

dott.ssa Valentina Massignani

Disturbi della nutrizione: la Classificazione Diagnostica

La Classificazione diagnostica 0-3 descrive il disturbo della nutrizione (Feeding Disorder), che può manifestarsi in momenti diversi dell’infanzia, come la difficoltà del bambino a stabilire patterns regolari di alimentazione con un’adeguata immissione di cibo e a regolare la propria alimentazione con gli stati fisiologici di fame e sazietà (Diagnostic Classification of Mental Health and Developmental Disorders of Infancy and Early Childhood - Revised Zero to Three, National Center for Clinical Infant Programs, 1994).
Chatoor (2002) propone una classificazione che prevede 6 disturbi della nutrizione che possono caratterizzare l’infanzia; ciascuno di questi è associato a specifici pattern alimentari, a diversi pattern di interazione madre-figlio e, in alcuni casi, a specifiche condizioni mediche.

Più nel dettaglio, i primi 4 disturbi della nutrizione presentati sono associati a specifiche fasi di sviluppo, mentre gli ultimi due possono presentarsi a qualsiasi età.

I 6 disturbi della nutrizione nei bambini da 0 a 3 anni

Disturbo Alimentare dell’Autoregolazione

Con il Disturbo Alimentare dell’autoregolazione il bambino presenta difficoltà nel raggiungimento e nel mantenimento di una condizione di calma vigile che consenta l’alimentazione; è troppo assonnato o troppo agitato e/o in uno stato di stress che non gli permette di nutrirsi. Le difficoltà alimentari iniziano nel periodo immediatamente seguente alla nascita ed il bambino non aumenta di peso o presenta una perdita ponderale.

Disturbo alimentare della reciprocità tra caregiver e infante

Il Disturbo alimentare della reciprocità tra caregiver e infante ha una maggiore probabilità di presentarsi nel caso in cui non si sia sviluppato un sistema comunicativo efficace tra genitore e figlio. I bambini con questo disturbo alimentare manifestano assenza di adeguati segnali di reciprocità sociale, quali ad es., contatto visivo, sorriso, vocalizzazioni, con il caregiver primario durante il pasto; generalmente arrivano all’osservazione quando presentano uno stato di grave malnutrizione. Molto spesso i genitori non prestano attenzione ai segnali emessi dal figlio e, di conseguenza, non hanno la capacità di interpretare in modo corretto i segni di fame e sazietà dell’infante, o non sanno distinguerli da segnali di altro tipo.

Anoressia infantile

Questo disturbo alimentare si caratterizza per la presenza del rifiuto di mangiare una quantità adeguata di cibo per almeno un mese. Il bambino non comunica la propria fame e manca di interesse nei confronti del cibo, ma manifesta un forte interesse per l’esplorazione dell’ambiente e/o per interazioni all’interno della relazione di cura. L’insorgenza del rifiuto del cibo emerge tra i 6 mesi e i tre anni di età, durante il passaggio all’alimentazione con cucchiaio ed autoregolata. Questi bambini mostrano un significativo deficit della crescita.

Avversione sensoriale per il cibo

La caratteristica fondamentale di questo disturbo alimentare è il costante rifiuto di mangiare specifici cibi che presentano peculiari caratteristiche relative a sapore, consistenza e/o odore. L’insorgenza del rifiuto avviene durante l’introduzione di differenti tipi di cibo nell’alimentazione del bambino (ad es., potrebbe mangiare fagiolini ma rifiutare le carote, oppure bere un tipo di latte ma rifiutarne un altro). Il piccolo tuttavia mangia senza difficoltà quando gli vengono proposti i suoi cibi preferiti.

Disturbo dell’alimentazione associato a condizioni mediche concomitanti

Talvolta, alcune patologie mediche non vengono inizialmente diagnosticate e il primo sintomo a comparire può essere il rifiuto per il cibo; ciò può avvenire ad esempio nelle allergie alimentari, nel reflusso gastrico senza vomito, e in altre condizioni mediche che causano dolore al bambino. Benché il trattamento della patologia medica migliori il problema legato all’alimentazione, esso non va in completa remissione unicamente con le cure mediche.

Disturbo alimentare post traumatico

Con il disturbo alimentare post traumatico il bambino manifesta il rifiuto ad assumere cibo in forma solida o liquida. Questo comportamento insorge in seguito ad un evento traumatico, come un episodio di soffocamento, una procedura medica invasiva come intubazione o inserimento di un tubo nasogastrico, episodi di vomito intenso. Ciò porta il bambino ad associare una specifica modalità di alimentazione all’evento traumatico: ad esempio, se ha rischiato di soffocarsi bevendo del latte, non vorrà più ingerire liquidi ma potrebbe assumere senza problemi alimenti solidi; invece, se ad un bimbo sono andati di traverso dei cereali, potrebbe iniziare ad evitare i cibi solidi ma accetterà quelli liquidi. Anche altri stimoli legati all’evento traumatico possono produrre un forte stress nel bimbo, come ad esempio il biberon, il seggiolone, le posate o il piattino.

Le informazioni rispetto ai disturbi alimentari nei bambini molto piccoli sono purtroppo poco diffuse; per questo le figure di accudimento a contatto col piccolo possono non essere in grado di comprendere i segnali di malessere manifestati nel momento della nutrizione. Nel caso vengano osservati sintomi simili a quelli descritti, può essere utile rivolgersi ad un professionista per la valutazione della situazione; risulta infatti molto importante che la diagnosi dei disturbi della nutrizione avvenga precocemente, in modo tale che il trattamento possa essere maggiormente efficace.

L'Istituto Miller per i Disturbi Alimentari

L'Istituto Miller è in prima linea nel trattamento dei Disturbi Alimentari con il suo Centro Clinico sui Disturbi della Nutrizione e anche nella formazione legata a questo tema.

Ricordiamo in particolare il nostro Master di II livello su Disturbi Alimentari e Obesità, che viene tenuto sia nella sede di Firenze (febbraio-dicembre 2017) che, successivamente, in quella di Genova (novembre 2017 - luglio 2018). A queste pagine si possono trovare tutte le informazioni del caso:

Per tutte le altre informazioni rimandiamo invece alla pagina dei contatti.

A proposito dell'Istituto Miller

Istituto Miller, istituto di psicologia e psicoterapia cognitivo comportamentale, ha un'area clinica composta da numerosi Psicoterapeuti, ognuno dei quali con precipue specializzazioni per il trattamento di ogni tipologia di disturbo psicologico. Per avere informazioni di dettaglio, è possibile inviare un messaggio tramite il form sottostante, oppure tramite la nostra pagina dei contatti.


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Tags: Disturbi Alimentari, Età Evolutiva

 

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